“Non ricordo…”. Le amnesie di Cappellacci al processo sull’eolico a Portoscuso

Non ricordo che ci sia stata una autorizzazione della Regione ad un impianto eolico sui terreni sottoposti a vincolo“. Così il governatore della Sardegna, Ugo Cappellacci, ha risposto alla domanda dei difensori del sindaco di Portoscuso, Adriano Puddu, durante il processo contro il primo cittadino accusato di corruzione per una presunta mazzetta ricevuta dall’amministratore della Portovesme Srl, Carlo Lolliri, per un progetto di un impianto di energie rinnovabili, ma a processo anche per concussione e altri reati nei confronti di giovani donne bisognose di Portoscuso a cui avrebbe preteso favori sessuali in cambio di aiuti.

Sfilata di politici, nell’udienza di oggi, chiamati a testimoniare dai difensori Stefano Iai e Giuseppe Andreozzi. Primo a deporre proprio il presidente della Regione Cappellacci, chiamato a riferire dell’istruttoria fatta dagli uffici regionali sul progetto dell’impianto eolico della Portovesme da realizzare su terreni coperti da vincoli. “Questa azienda come altre industrie energivore avevano possibilità di realizzare impianti di autoproduzione – ha detto Cappellacci, parlando delle riunioni fatte per il protocollo d’intesa sul progetto eolico – ricordo che in quelle aree erano presenti vincoli Sic, ma non so se ve fossero altri. Ricordo inoltre che, prima degli accertamenti nell’agosto 2010, demmo la disponibilità a rimuovere amministrativamente i vincoli, ma poi l’istruttoria degli uffici chiarì che non era possibile modificare quei vincoli”. Dopo il governatore ha testimoniato l’ex assessore regionale dell’ambiente, Giorgio Oppi: “Era stata attivata la conferenza di servizi – ha ricordato – poi quando non ero più assessore son state autorizzate una prima serie di pale eoliche, ma alla Portovesme, che era in crisi, ne servivano di più. Non è stato possibile poi rimuovere i vincoli. Alla fine non è partito nemmeno il primo step”.

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