Morì impiccato a Carbonia, nuova indagine: Ris a casa di un giovane

Morte come conseguenza di altro reato. È l’ipotesi su cui stanno lavorando i carabinieri della Compagnia di Carbonia per chiarire le circostanze del decesso di Sebastian Casula, il 39enne scomparso l’11 agosto dello scorso anno e ritrovato tre giorni dopo impiccato a un albero in località Monteleone. Il luogo e la posizione in cui fu scoperto il cadavere da alcuni volontari della Protezione civile, aveva subito insospettito i militari – vicino al corpo era stata rinvenuta una siringa – tanto che la Procura di Cagliari aveva disposto l’autopsia.

Il suicidio non aveva convinto gli inquirenti, spinti quindi ad approfondire gli accertamenti. L’attenzione dei carabinieri si è concentrata su alcuni personaggi legati al mondo dello spaccio e del consumo di droga a Carbonia, tutti conoscenti di Casula. Secondo i militari, il 39enne potrebbe essere morto per overdose, quindi il suo cadavere sarebbe stato spostato e appeso a un albero per simulare un suicidio. Ipotesi questa che con il passare dei mesi e con i risultati ottenuti dall’autopsia – sarebbero state riscontrate tracce di droga – ha preso sempre più consistenza fino al blitz di questa mattina a Carbonia nell’abitazione di un 60enne, già noto alle forze dell’ordine.

I militari della Stazione hanno perquisito l’appartamento, mentre gli specialisti del Ris hanno eseguito una serie di rilievi. Si cercando riscontri all’ipotesi dell’overdose e dello spostamento del corpo, ma i militari non escludono anche altre piste. Il 60enne non sarebbe l’unica persona finita sotto i riflettori dell’Arma, che presto potrebbe far scattare nuovi accertamenti.

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