Le nuove frontiere del turismo: un sardo tra gli esperti della ‘Destination management organization’

Si chiama Dmo (Destination Management Organization) e rappresenta la nuova frontiera nel campo della destinazione turistica. Un’entità professionale i cui lineamenti sono stati tracciati nel libro “Il nuovo ruolo delle Dmo”, presentato nei giorni scorsi all’Accademia Creativa Turismo di Roma a cura di Simtur (Società Italiana professionisti mobilità e turismo sostenibile). Il volume, pubblicato da Movability Books a cura di Federico Massimo Ceschin, annovera tra gli autori alcuni tra i massimi professionisti di settore a livello nazionale.

Tra questi c‘è anche un sardo, l’ozierese Giovanni Antonio Sanna, vicepresidente del Gal Logudoro Goceano, esperto di turismo rurale e operatore di turismo esperienziale certificato da Assotes, l’Associazione professionale degli operatori per il turismo esperienziale.

Nel corso della presentazione del libro, Giovanni Antonio Sanna ha illustrato uno dei temi presenti nel volume, quello del turismo rurale come opportunità di crescita delle aree interne che, con il loro patrimonio, possono davvero rappresentare il terzo pilastro dell’offerta turistica italiana, complementare ai consolidati segmenti del balneare e delle città d’arte.

E questo grazie anche alla nascita della figura professionale del manager di destinazione – ora prevista ufficialmente dalla normativa pubblicata in Gazzetta Ufficiale lo scorso 15 gennaio – e a quella del coordinatore turistico territoriale, destinata a diventare il vero e proprio anello di congiunzione” tra gli attori territoriali.

La Dmo è l’entità responsabile dello sviluppo, della gestione e promozione di una località turistica specifica, di cui si propone di migliorare l’attrattività e la competitività della destinazione svolgendo diverse funzioni vitali. Tra queste, è fondamentale la collaborazione con gli operatori turistici locali per creare nuove esperienze, attrazioni e servizi che soddisfino le esigenze dei visitatori.

“Il vecchio sistema, che era quello della promozione di una destinazione attraverso depliant pubblicitari ecc., non funziona più – ha affermato Sanna – perché si è passati a una configurazione di turismo legata alla motivazione. La forma giuridica mista tra pubblico e privato serve per valorizzare tutte le potenzialità di un territorio, con un meccanismo che fuori dall’Italia è ben collaudato da tempo. Un altro aspetto importante della Dmo è quello di ritornare al rapporto “human to human” nel contesto del marketing relazionale, facendo leva sull’empatia, la conversazione e la fiducia, che diventano fidelizzazione del cliente. Sono finiti i tempi in cui si spolpava il turista, e occorre guardare a prospettive sul lungo termine”.

Il libro non solo evidenzia le caratteristiche del “destination manager”, ma sarà il riferimento testuale di un master formativo sulla nuova figura professionale, di cui Simtur è ente certificatore. Tra gli altri relatori figurano i nomi di Virgilio Gay, Letizia Sinisi, Maurizio Di Marco, Andrea Succi e Daniela Cavallo.

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