La Nuova Sardegna passa di mano: quotidiano va al gruppo Sae

La Nuova Sardegna cambia proprietà. Il quotidiano sassarese passa dal gruppo Gedi a Sae (Sapere Aude Editori Spa). A Torino è stato firmato un contratto preliminare di vendita che sarà perfezionata nei prossimi mesi. La notizia è stata resa nota con due distinti comunicati stampa.

“L’operazione – si legge in una nota dell’ormai ex editore – fa seguito alla cessione di quattro testate alla stessa Sae avvenuta nell’ottobre 2020. Gedi ritiene che la Nuova Sardegna possa aprire ora una nuova pagina della sua storia, costruendo il suo futuro a partire da solide basi. La concessionaria Manzoni continuerà a realizzare la raccolta pubblicitaria per la testata”.

Secondo alcune voci ufficiose, dietro la compravendita del giornale ci sarebbe una cordata di imprenditori che comprende l’immobiliarista e presidente della Camera di commercio, Maurizio De Pascale, e il presidente della Dinamo Sassari, Stefano Sardara. L’operazione sarebbe inoltre appoggiata anche dalla Fondazione di Sardegna.

Il Gruppo Sae aveva già acquisito sempre da Gedi le testate de Il Tirreno, Gazzetta di Modena, Gazzetta di Reggio e la Nuova Ferrara e come si legge in una nota “intende così proseguire nella sua strategia editoriale di investimento su autorevoli e storiche testate locali, nella ferma convinzione che l’editoria quotidiana di prossimità, cartacea e digitale, e il patrimonio professionale ed umano che essa porta con sé, siano il fondamentale presupposto di un ‘ritorno al futuro’ per l’intero sistema dell’informazione del nostro Paese”.

In serata la nota firmata da Federazione Nazionale della Stampa e Associazione della Stampa Sarda. Appresa la notizia del passaggio del quotidiano La Nuova Sardegna dal gruppo Gedi al gruppo Sae, annunciano che “saranno accanto al comitato di redazione in tutte le fasi di perfezionamento della vendita del giornale e in quelle successive. Il Sindacato dei giornalisti rispetta la libertà d’impresa e chiede altrettanto rispetto per beni irrinunciabili come la libertà, il pluralismo e la completezza dell’informazione e la tutela dell’occupazione”.

La nota si chiude con una sottolineatura: “Una valutazione complessiva dell’operazione di acquisto della Nuova Sardegna potrà essere effettuata solo dopo la definizione della compagine societaria che subentra a Gedi e l’illustrazione puntuale dei suoi progetti per il consolidamento e il rilancio di una testata preziosa per l’opinione pubblica della Sardegna e per l’identità culturale e politica dell’Isola”.

“Il Comitato di redazione sarà attivo e partecipe in un momento così delicato per l’importante storia del giornale e dell’editoria sarda, di cui La Nuova da 130 anni è punto di riferimento e modello di autonomia”. Lo scrive il Cdr della Nuova Sardegna a proposito del passaggio di proprietà del giornale dal Gruppo Gedi al Gruppo Sae. “La comunicazione assai stringata di Gedi richiede immediati chiarimenti – si legge in un comunicato – per esprimere un giudizio in merito si sollecita una rapida ed esaustiva comunicazione con tutti i protagonisti dell’operazione editoriale”. Rivolgendosi poi al nuovo proprietario, il Cdr ricorda che “l’acquisto della Nuova Sardegna comporta una responsabilità pesante nei confronti dell’opinione pubblica sarda, per questo la nostra attenzione sarà pressante e puntuale sul doveroso rispetto del contratto di lavoro ma anche sul progetto editoriale futuro, affinché sia di alta qualità e adeguato alle sfide che il mondo dell’informazione affronta in questi anni, per continuare a garantire ai sardi l’autonomia e il diritto all’informazione”.

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