La donazione di organi diminuisce in periodo di Covid

Sensibilizzare gli operatori sanitari e le famiglie alla cultura della donazione, anche in considerazione del calo degli espianti che si è registrato in epoca Covid. Questo il tema portante del convegno che si è svolto all’Hotel Grazia Deledda di Sassari, organizzato dall’ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri della provincia di Sassari e intitolato ‘Il percorso che conduce dalla donazione al trapianto d’organo’.

A Sottolineare l’importanza della donazione è stata Paola Murgia, coordinatrice della sezione donazione organi dell’Aou. “Il trapianto – ha detto la Murgia – è l’unica chance terapeutica per molti pazienti e le liste d’attesa superano le donazioni. Questo comporta la morte di molte persone”.

In tempi di pandemia le sale operatorie sono state impegnate nelle crisi respiratorie causate dal Covid e questo ha comportato un calo sensibile delle donazioni. “Anche l’allontanamento dei familiari dagli ospedali per evitare i pericoli di contagio – ha proseguito la Murgia – hanno interrotto il dialogo diretto dei medici con i congiunti, aumentando così il diniego all’espianto. Fortunatamente – ha concluso la responsabile dei trapianti dell’Aou – i dati nell’ultimo periodo sulla donazione stanno già migliorando”.

Nel corso dei lavori è stato evidenziato da Antonio Demurtas, oltre 300 autorizzazioni agli espinati nel corso della sua lunga carriera, che nessun report mondiale ha mai registrato un risveglio da una morte cerebrale, condizione indispensabile perché si possa autorizzare un espianto, è che non ci sia il benchè minimo dubbio di segno vitale.

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