Is Arenas, i lavori dello stadio iniziati prima di ottenere le autorizzazioni

da Sardinia Post, 1 dicembre 2012 

Nell’affaire Is Arenas le date giocano un ruolo importante. Soprattutto quando dai faldoni del Comune di Quartu spunta la determinazione che di fatto rappresenta il via libera alla realizzazione del nuovo impianto di via Beethoven. Il documento lo firma il dirigente del settore Lavori pubblici, vale a dire Pierpaolo Gessa. E quando arriva questa firma? Il 18 luglio 2012.

Ruspe e camion però arrivano a Is Arenas almeno due mesi prima. Lo documenta lo stesso sito ufficiale del Cagliari, che a partire da maggio ha raccontato – quasi fosse una cronaca a puntate – le fasi di avanzamento della realizzazione del nuovo stadio.

Com’è noto, il primo intervento ha riguardato la sistemazione del campo di gioco: sbancamento, livellamento e messa a dimora del manto erboso. I lavori sono quindi proseguiti con la sistemazione degli spalti e la realizzazione della tribuna centrale, la cosiddetta ‘main stand’.

Tutti interventi, esclusi quelli relativi al campo di gioco, che vengono autorizzati solo il 18 agosto dalla specifica determina firmata da Pierpaolo Gessa e che, al contrario, parrebbero realizzati prima del via libera ufficiale.

La determina, la 769, riporta tutti gli interventi per i quali il Cagliari Calcio chiede l’autorizzazione. Tra questi la realizzazione dell’impianto di illuminazione, della tribuna centrale, delle curve nord e sud e del settore ‘distinti’. Comprese le opere annesse e connesse. In due parole: si parla dello stadio nel suo complesso e la determinazione non riporta riferimenti ad altri atti o autorizzazioni precedenti, solo un accenno all’approvazione del progetto preliminare, ben diverso da quello esecutivo.

Eppure, come documenta il sito cagliaricalcio.net, i lavori autorizzati il 18 luglio sono partiti parecchio tempo prima.

Tutto Is Arenas minuto per minuto.

“Via ai lavori a Quartu”, affermava un raggiante Massimo Cellino il 28 maggio poco prima di partecipare a una riunione della Lega a Milano. “‘Il Sant’Elia purtroppo sta crollando. Stanno cominciando i lavori a Quartu per giocare in Sardegna, lavorano 24 ore al giorno per tirare su uno stadio provvisorio che ci possa permettere di programmare il futuro”, sentenziava il patron rossoblù..

L’annuncio ufficiale è addirittura precedente: “Nuovo stadio a ‘Is Arenas’ di Quartu”, titolava il 21 maggio il sito del Cagliari Calcio. A partire da quella data, due mesi prima della firma delle autorizzazioni per l’esecuzioni dei lavori, è un continuo susseguirsi di aggiornamenti.

È interessante peraltro notare come la maggior parte degli articoli pubblicati su cagliaricalcio.net evidenzi il fatto che i lavori per la realizzazione dell’impianto procedono ora a “ritmo sostenuto” (29 maggio), ora “a ritmo frenetico” (30 maggio) e così via, fino agli ultimi giorni dei lavori.

Ma la data d’inizio precisa è un’altra: “Il via ai lavori, che inizialmente interessano il solo terreno di gioco, è datato 18 maggio”, si legge sempre sul sito ufficiale del Cagliari calcio. E da allora gli operai hanno lavorato di gran lena, tanto che tra l’11 e il 16 luglio – ovvero diversi giorni prima della firma delle autorizzazioni, erano state “completate da circa una settimana le strutture che ospiteranno il settore Distinti”, mentre “è già a buon punto la realizzazione della Curva Sud” e sono state “già approntate le prime strutture della Nord”, si legge sempre su cagliaricalcio.net

Procedure legittime? Non si sa, anche se a prima vista e soprattutto a rigor di logica, prima di avviare i lavori si dovrebbero avere in tasca tutte le autorizzazioni. Che, come detto, arrivano dal Comune solo il 18 luglio.

È in quella stessa data che emergono le osservazioni di tutti i soggetti coinvolti nel progetto Is Arenas, dai vigili del fuoco alla sovrintendenza per i beni archeologici, dal direttore del servizio igiene e sanità pubblica di cagliari al soprintendente per i beni architettonici e paesaggistici.

Come si vede, prima sono state realizzate le opere e solo in un momento successivo sono state messe nero su bianche le ‘prescrizioni’ e le ‘raccomandazioni’ che quelle opere avrebbero dovuto rispettare.

I pareri.

Dalla determina emerge che Gessa e Masala ‘votano’ a favore del nuovo stadio. Anche il comandante della Polizia municipale di Quartu, Marco Virdis, esprime parere favorevole, ma solo sulle politiche e sugli indirizzi progettuali. Rimanda invece il parere sull’impatto che il nuovo impianto potrebbe avere ulla circolazione e chiede la redazione di un apposito studio.

Il comando provinciale dei vigili del fuoco raccomanda il rispetto delle apposite norme, dal calcolo dell’affollamento a quello del carico d’incendio. Via libera del soprintendente per i beni architettonici e paesaggistici “a condizione che venga approfondito l’aspetto della sistemazione delle aree intorno alla struttura principale” e dal direttore del parco di Molentargius Marco Loddo – peraltro anche dirigente del comune di Quartu – a condizione che l’accesso alle strade del parco venga regolamentato.

Infine Marco Minoja, soprintendente per i beni archeologici, non si eprime e rimanda il parere subordinandolo ai ‘saggi preliminari’. Ovvero a uno studio da realizzarsi successivamente.

L’importanza delle date…

… la ricorda anche il giudice Giancarlo Casula nell’ordinanza che ha spalancato il portone di Buoncammino per Pierpaolo Gessa, responsabile del procedimento per conto del comune di Quartu e Andrea Masala, responsabile del settore Edilizia privata.

Sostiene il giudice Casula che il 5 settembre Gessa certifica il falso, sostenendo un stato di avanzamento dei lavori eseguiti dall’impresa Andreoni che in realtà era ben lungi dall’essere autorizzati. In questo modo però, nelle casse della ditta possono arrivare 748mila euro provenienti dai fondi relativi al Pia, il Piano integrato d’area.

Ma il contratto tra Andreoni e Comune, ricorda Casula, è stato firmato solo il 21 agosto. Possibile quindi che nel giro di soli tredici giorni gli operai siano riusciti nell’impresa pressoché impossibile di realizzare il 63% della viabilità, il 55% dei parcheggi di scambio, il 95% della recinzione, il 79% dell’impianto di illuminazione e il 75% della rete di distribuzione elettrica? Proprio no. Di più: impossibile.

Insomma, in un caso i lavori vengono avviati ed eseguiti mentre si è ancora in attesa ell’autorizzazione, nell’altro sono autorizzati ma non vengono eseguiti.

Tempi biblici. Ma non per tutti.

E che a Quartu, come peraltro ovunque, sia necessario attendere l’autorizzazione lo sanno bene decine di cittadini, le cui pratiche edilizie giacciono negli uffici del settore edilizia privata. Per ottenere una risposta dagli uffici comunali bisogna portare pazienza. Almeno due anni..Per i normali cittadini, infatti, l’avvio dei lavori senza il via libera del Comune non è opzione contemplata.

Pablo Sole

sole@sardiniapost.it

 

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