Indipendentista in coma dopo aggressione in carcere, tensione alle stelle in Corsica

Andrea Deidda

Sono giorni di alta tensione in Corsica dove, dopo l’aggressione in carcere ai danni dell’indipendentista Yvan Colonna, numerosi cittadini sono scesi in piazza per chiedere verità su quanto accaduto nella prigione di Arles.

Yvan Colonna attualmente si trova ricoverato in ospedale in stato di coma a seguito di un’aggressione subita mercoledì per mano di un altro detenuto. All’origine del tentato omicidio, secondo quanto ricostruito dai giornali francesi che oggi riportano le dichiarazioni del procuratore nazionale antiterrorismo Jean-François Ricard, ci sarebbero questioni religiose. Al momento ad essere accusato è Franck Elong Abé 36enne camerunense in cella per diverse condanne tra cui una, come sottolinea Liberation, per associazione a delinquere legata a un’organizzazione terroristica.

Secondo il procuratore il motivo dell’aggressione sarebbe unicamente religioso. Franck Elong Abé, che tra il 2011 e il 2012 stando al quotidianoo francese aveva sposato la lotta dei talebani afgani, avrebbe riferito alla polizia che Colonna nei giorni precedenti aveva offeso la sua fede islamica. La reazione è avvenuta mercoledì mattina con il tentativo di omicidio per strangolamento nella palestra del carcere: otto lunghissimi minuti in cui il 36enne avrebbe cercato di uccidere l’indipendentista corso soffocandolo e colpendolo ripetutamente.

Ad accendere la miccia delle proteste in Corsica sono state proprio le circostanze in cui sarebbero avvenuti i fatti. Perché è riuscito ad aggredire in quel modo Colonna? Questa la domanda che si sono poste le tante persone che in questi giorni stanno protestando nell’isola spinte dai partiti nazionalisti. Venerdì un gruppo di marittimi del Sindicatu Travagliadori Corsi marinari ha impedito l’attracco ad Ajaccio di un traghetto proveniente da Tolone con a bordo, sembra, diversi agenti antisommossa mandati dalla Direzione centrale della Crs (Compagnies Républicaines de Sécurité). Oggi invece c’è stata una manifestazione molto partecipata a Corte (video e foto).

Gilles Simeoni, presidente del Consiglio esecutivo della Corsica, venerdì ha affermato che “il tentato omicidio contro Yvan Colonna è uno scandalo di Stato. Non vogliamo che l’indagine venga soffocata o seppellita. Chiediamo l’immediata nomina di una commissione d’inchiesta congiunta”.

Parole che riaccendono i contrasti tra la Corsica e la madre patria e che riportano alla mente gli anni più bui del nazionalismo corso. Yvan Colonna è infatti in carcere perché condannato in seguito all’omicidio del prefetto Claude Érignac avvenuto ad Ajaccio nel 1998 quando quest’ultimo ricopriva il ruolo di massimo rappresentante del governo in Corsica. Érignac venne freddato alle spalle con alcuni colpi di pistola.

La notizia dei disordini in Corsica ha avuto un’eco anche in Sardegna dove il partito di Sardigna Natzione Indipendentzia ha mostrato solidarietà “al patriota Yvan Colonna e gli indipendentisti corsi che stanno protestando contro il governo francese per avere volutamente messo Yvan, detenuto in un carcere francese, nelle condizioni di essere aggredito e di rischiare la vita”.

Il comunicato stampa di Bustiano Cumpostu (Sni) è netto anche se sembra minimizzare il brutale assassinio di Claude Erignac: “Anche noi indipendentisti sardi crediamo che volutamente il governo francese abbia voluto dare agli indipendentisti un segnale di criminalizzazione delle giuste rivendicazioni del popolo corso e di vendetta di Stato per aver Yvan Colonna osato toccare il rappresentante dello stato francese in Corsica, il prefetto Claude Erignac”.

Poi prosegue: “Bene hanno fatto i militanti del Sindicatu Travagliadori Marittimi a chiudere i porti alle navi francesi che trasportavano i gendarmi antisommossa francesi e bene stanno facendo i corsi che stanno protestando in tutte le città corse. Noi indipendentisti sardi siamo pronti a partecipare alla sollevazione indignata del popolo corso per l’affronto subito mettendo volutamente in pericolo la vita di Yvan Colonna che è un simbolo della lotta di liberazione nazionale della Corsica dalla sudditanza francese”.

[Foto di copertina dalla pagina Facebook CL Attualità Infurmazione Aiacciu]

Andrea Deidda

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