Arrestato per bancarotta Porcedda, ex presidente Bologna calcio. In cella anche l’imprenditore Macciotta

E’ stato arrestato questa mattina dalla guardia di finanza l’imprenditore cagliaritano Sergio Porcedda, ex presidente del Bologna calcio. L’accusa è di bancarotta fraudolenta. Con lui in manette è finito anche Antonio Macciotta, imprenditore del settore sanità. Porcedda, 53 anni, è molto noto a Cagliari per essere proprietario di numerose attività. Tra le tante anche  una discoteca e uno stabilimento balneare. Porcedda aveva acquistato il Bologna nell’estate del 2010 dalla famiglia Menarini, ma lasciò la presidenza poco tempo dopo.

Dal 2011 Sergio Porcedda risulta indagato per appropriazione indebita anche a Bologna in una inchiesta condotta dal procuratore aggiunto Valter Giovannini. Per l’ex presidente del Bologna l’inchiesta è quasi chiusa. Nei mesi scorsi aveva ricevuto un invito a comparire anche se poi scelse di non presentarsi. La vicenda è quella relativa ai 3 milioni di euro passati nel luglio 2010 dalle casse del Bologna Calcio a quelle dell’Asf dello stesso Porcedda, che era anche la controllante del Bologna, e poi rientrati nelle casse societarie il 23 dicembre sotto forma di albergo. Il Bologna Calcio fu salvato da una cordata di personaggi e imprenditori bolognesi, tra cui Gianni Morandi, Giovanni Consorte e Massimo Zanetti.

Porcedda e Macciotta sarebbero responsabili del fallimento della Casa di Cura Policlinico Città di Quartu, avvenuto a fine 2010. Porcedda è stato rintracciato a Cagliari, il secondo, invece, è stato catturato a Roma dove si trovava per motivi personali. I due sono accusati di bancarotta fraudolenta dopo il fallimento della clinica di Quartu della quale Macciotta era proprietario e amministratore.

Partiti in concomitanza agli arresti anche sette avvisi di garanzia per concorso nello stesso reato. Numerose perquisizioni con sequestro di documenti sono state eseguite in questi giorni nelle sedi di diverse società in qualche modo riconducibili agli arrestati, a Quartu, Cagliari, Iglesias e Milano.

Secondo quanto riferito dai militari delle Fiamme Gialle, i due imprenditori, avrebbero effettuato una serie di compravendite, con trasferimenti di aziende e operazioni finanziarie simulate, avvenute pochi giorni prima della dichiarazione del crac della Casa di Cura. Insieme avrebbero sottratto dal fallimento 13,5 milioni di euro che sarebbero dovuti finire nel passivo della società fallita.

Nell’ordinanza che motiva il provvedimento d’arresto si parla espressamente di gravissimi indizi di reità a carico dei due indagati, motivo per il quale i due sono stati arrestati (a Porcedda sono stati concessi i domiciliari). Proprio il controllo di varie società riconducibili ai due professionisti – attraverso una di queste, nel luglio 2010, Porcedda acquisì le quote del Bologna Fc Spa – avrebbero reso necessaria la custodia cautelare. Particolarmente grave, per il Gip, sarebbe stata la condotta dei due a ridosso della dichiarazione di fallimento (10 agosto 2010), quando il dissesto della casa di cura policlinico Città di Quartu Srl appariva ormai evidente. I due avrebbero spostato “rilevantissime risorse finanziare” per sottrarle alla massa dei creditori, “coinvogliandole verso destinazioni che avrebbero consentito agli artefici dell’operazione di gestirle a proprio vantaggio”.

I finanzieri coordinati dal pm Pilia stanno lavorando sul trasferimento di un ramo d’azienda e di attrezzature al Gruppo Kinetica. Un’operazione che, per gli investigatori, ha comportato la sottrazione di buona parte degli elementi attivi della società fallita a pregiudizio dei creditori.

 

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