Il gip: “Fallita la speculazione edilizia, Contini doveva ‘risarcire’ Cellino”

Contini e Cellino si conoscono bene. Racconta il presidente del Cagliari che fu proprio il sindaco di Quartu a portarlo per la prima volta allo stadio, 25 anni fa.

“Mauro è quello che mi ha portato per la prima volta a vedere una partita, a me, al Sant’Elia, Cagliari-Torres, eh!!”, racconta il patron rossoblu durante una telefonata del 3 ottobre scorso, intercettata e finita agli atti, con il giornalista Ivan Paone, poi nominato addetto stampa dei rossoblù.

Ma ad accomunare i due non c’è solo il pallone: Contini e Cellino vanno parecchio d’accordo pure sul mattone, tanto che “Contini […] aveva svolto attività di intermediazione immobiliare che, al fine di consentire una speculazione edilizia in un’area dove insisteva solo un piccolo ippodromo, aveva fatto acquistare a Cellino i terreni della zona di Santa Caterina, nel comune di Elmas – scrive il giudice Giampaolo Casula nell’ordinanza di custodia cautelare – con l’intenzione di fargli realizzare il nuovo stadio del Cagliari presso l’aeroporto”.

Dall’interrogatorio di Pierpaolo Gessa del 3 dicembre 2012 emerge poi un altro curioso particolare: Mauro Contini “parrebbe socio di una società con lo stesso Marcello Vasapollo”, si legge sempre nell’ordinanza. Ma chi è Vasapollo? Il vicepresidente del Cagliari Calcio.

Secondo quanto riferito da Pierpaolo Gessa agli inquirenti, “è stato proprio Contini, forse per sensibilizzarlo, a riferire a Gessa che ‘esisteva una società tra lui e Vasapollo Marcello‘: motivo che indusse il dirigente a parlarne direttamente con Vasapollo per segnalargli l’inopportunità di quel loro rapporto di affari rispetto alle posizioni che ricoprivano nella vicenda legata al nuovo stadio”.

Si ripercorre quindi la vicenda relativa al nuovo stadio di Elmas, in località Santa Caterina appunto. E si viene così a sapere dei contatti tra Cellino e alcuni proprietari delle aree, come le imprese Vargiu e Santa Caterina, quest’ultima in capo ad Alessandro Podda, figlio dell’imprenditore caseario Ferruccio, con il quale proprio Contini entra in affari il 22 marzo 2010, diventando “suo socio nella Coppa srl”.

Il presidente del Cagliari quindi, grazie all’intermediazione di Contini, il 18 agosto firma il contratto definitivo per l’acquisto delle aree ma, a seguito dei rilievi mossi da Sogaer ed Enac, lo stadio non sarà mai costruito.

Il compenso per l’intermediazione – ormai inutile – Contini però l’aveva già in tasca e dunque, ipotizza il giudice Casula, mettendo a disposizione l’area di Is Arenas è probabile che il sindaco di Quartu “abbia voluto in qualche modo risarcire l’amico. È ragionevole dunque sostenere che Contini, divenuto sindaco di Quartu a fine maggio 2010 e fallita la speculazione edilizia costata 6 milioni di euro a Cellino, ‘doveva’ risolvere in qualche modo il ‘problema stadio’ all’amico, da un lato senza creare nessun ostacolo al progetto Is Arenas, dall’altro cercando di sgravarlo della maggior parte possibile dei costi necessari all’operazione”.

Ecco spiegato, secondo il giudice, perché Contini si sia posto l’obiettivo di integrare il nuovo stadio nei lavori previsti dal Pia e, in definitiva, far ricadere sul Comune esborsi non previsti e alla fine destinati al nuovo impianto di via Beethoven.

Pablo Sole

sole@sardiniapost.it

 

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