I tentacoli di Cosa nostra in Sardegna: immobili confiscati in Costa Smeralda

Ci sono anche immobili di lusso in Costa Smeralda tra i beni confiscati dalle Fiamme gialle di Palermo riconducibili a investimenti della mafia Corleonese nelle società di distribuzione del gas in Sicilia. I militari della Guardia di finanza hanno eseguito un provvedimento emesso dalla sezione misure di prevenzione del tribunale di Palermo confiscando beni mobili e immobili, aziende, disponibilità finanziarie, contanti e preziosi, in Italia, Spagna e Andorra. In Sardegna sono stati messi i sigilli ad alcuni immobili in Costa Smeralda in località Cala del Faro ad Arzachena.

Il decreto di confisca è stato disposto nei confronti di Maria D’Anna e delle figlie Monia e Antonella Brancato, rispettivamente, vedova e figlie di Ezio Ruggero Maria Brancato morto nel 2000, funzionario della Regione Sicilia fino al 1981. Secondo le accuse l’ex funzionario nel corso degli anni avrebbe investito in alcune imprese palermitane, coinvolte, a partire dagli anni ’80 nella realizzazione della rete di metanizzazione in Sicilia. Ezio Brancato avrebbe anche partecipato ai profitti derivanti dalla loro gestione e successiva vendita, avvenuta nel gennaio 2004, a favore della multinazionale spagnola “Gas Natural”, per un valore di oltre 115 milioni di euro, di cui oltre 46 milioni rappresentavano il profitto della cessione delle quote pagato a Maria D’Anna e alle figlie Monia e Antonella. In particolare, Ezio Brancato era socio di sei società che facevano parte del cosiddetto “Gruppo gas” con sede a Palermo. Le sei aziende però, secondo quanto emerso dalle indagini, sarebbero state controllate dei noti esponenti mafiosi Vito Ciancimino e Bernardo Provenzano. “Il ‘Gruppo gas’ attraverso i sub appalti concessi ad imprese vicine alla criminalità organizzata – spiegano gli investigatori avrebbe interagito con cosa nostra in una logica di ‘reciproco vantaggio’, atteggiandosi come una ‘impresa collusa mafiosa’, tale da ritenere il condizionamento mafioso esteso all’intera compagine sociale del Gruppo gas”.

Il denaro guadagnato dalla vendita del Gruppo gas agli spagnoli, hanno accertato gli investigatori delle Fiamme gialle è stato reinvestito in società, mobilità finanziare, ma soprattutto in immobili di grande pregio a Palermo, in Sardegna (in costa Smeralda nella nota Cala del Faro ad Arzachena) e all’estero. Il restante patrimonio è invece stato dirottato in banche in Spagna e nel principato di Andorra. Una prima stima del valore dei beni complessivamente confiscati, allo stato ancora in corso di definizione, ammonta ad oltre 40 milioni di euro.

Ma.Sc.

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