I fanghi della Campania a Spiritu Santu, la Procura dispone perizie: sei indagati

Le indagini avviate dalla procura della Repubblica sullo smaltimento, nella discarica consortile di Spiritu Santu, dei fanghi provenienti dalla Campania sono entrati, questo pomeriggio, nel vivo.

Il procuratore della Repubblica Gregorio Capasso, che conduce personalmente le indagini sul presunto caso di inquinamento ambientale che ha portato all’iscrizione sul registro degli indagati di sei persone responsabili, a vario titolo del Cipnes (il consorzio industriale provinciale Nord Est Sardegna che, per conto di diversi comuni gestisce la discarica di Spiritu Santu, realizzata nelle vicinanze dell’insediamento urbano di Multa Maria, una frazione di Olbia) e delle società di stoccaggio e trasporto dei fanghi Eco Ter srl, Ecologia Euroambiente srl, Clanius Scarl, Akerus Scarl, ha inviato agli indagati l’avviso di accertamenti irripetibili sui campioni di fanghi prelevati dai carabinieri del Noe e dai colleghi della stazione di Loiri Porto San Paolo il 19 settembre, conservati in ambiente protetto negli uffici dell’Arpas regionale, e sui campioni che saranno prelevati in diversi punti della discarica di Spiritu Santu, sito messo sotto sequestro penale su disposizione dalla magistratura inquirente il 28 novembre scorso.

Le operazioni di prelievo dei campioni, alle quali parteciperanno i periti di parte che saranno nominati dagli Enti e dalle società finite sotto indagine, si svolgeranno nella discarica olbiese e saranno condotte dalla dottoressa Maria Bonaria Corrias (consulente per conto della Procura della Repubblica) , responsabile del dipartimento dell’Arpas di Nuoro e Ogliastra. Il perito d’ufficio sarà affiancato dagli uomini del Noe di Sassari e dai colleghi della stazione di Loiri Porto San Paolo.

In queste ore i legali che assistono gli indagati stanno individuando e contattando i periti che dovranno rappresentarli nel corso del procedimento penale. Nel frattempo sono stati bloccati i trasferimento di fanghi (si parla di 1500 tonnellate) dalla “Terra dei fuochi” campana, mentre la procura della Repubblica sta acquisendo in queste ore i contratti in essere stipulati tra il Cipnes e le diverse società di stoccaggio e trasporto dei fanghi rimaste invischiati in questa inchiesta.

G.P.C.

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