Grig: “Usi civici a rischio, Roma non si opporrà alle nuove chiudende”

Usi civici sempre più a rischio? “Sì, dato che il governo Gentiloni non impugnerà la legge con cui il Consiglio regionale ha avvallato sclassificazione delle terre destinate all’uso collettivo”, spiega Stefano Deliperi del Gruppo d’intervento giuridico (Grig). Proprio così: lo scorso 23 dicembre, il Consiglio dei ministri ha escluso il ricorso alla Consulta dopo aver esaminato le nuove norme regionali. Si tratta di una novità, visto che Palazzo Chigi si era opposto a tutti i precedenti tentativi di limitazione degli usi civici effettuati dalla Regione, compresa la legge dell’aprile 2016, impugnata dal governo lo scorso 12 agosto. E, cioè, appena quattro mesi fa. Il cambio di rotta è dunque evidente. E potrebbe essere sintomo di un nuovo clima politico attorno alla complessa partita degli usi civici in Sardegna, dove circa 400mila ettari (circa un quinto dell’Isola) sono inquadrati giuridicamente come proprietà collettiva sottoposta a vincolo paesaggistico.

Sulla vicenda è già intervenuto l’assessore all’Urbanistica Cristiano Erriu, sostenendo che “la legge serve unicamente per modificare la destinazione d’uso di terreni in cui i diritti garantiti dagli usi civici non siano più praticabili o terreni in cui gli usi civici non siano più praticati”. Ad Erriu aveva risposto proprio Deliperi, sostenendo che “se si voleva intervenire su singoli pochi casi, gli istituti applicabili potevano esser altri (la permuta, l’alienazione, il trasferimento dei diritti di uso civico) già previsti dal quadro normativo”. Invece, la Regione ha optato per la sdemanializzazione, per un istituto, cioè, che porta alla cancellazione degli usi civici e dei diritti ad essi connessi (ad esempio, pascolo, caccia, pesca, semina, legnatico). Bisognerà dunque vedere in che misura e in quali casi si farà ricorso alla sdemanializzazione.

Ma, in fatto di usi civici, l’ultima novità si chiama legittimazione, istituto previsto da una vecchia legge dello Stato del 1927 e finora mai contemplato dalla legislazione regionale. In pratica, si tratta di un procedimento con cui – a detta della Giunta – sarebbe possibile regolarizzare le occupazioni illecite dei terreni destinati ad uso civico. In Sardegna esistono centinaia di casi. E da oggi verranno valutati da una nuova task force incardinata sull’Agenzia Argea dell’Assessorato, come stabilito dalla giunta Pigliaru il 23 dicembre in seguito al parere positivo espresso dalla Quinta commissione del Consiglio regionale guidata da Luigi Lotto (Pd). Il nuovo gruppo di lavoro sarà composto da personale del sistema Regione particolarmente qualificato in materia di usi civici e da un massimo di tre esperti tecnici esterni”, si legge nella delibera. E verrà finanziato con 300 mila euro provenienti dai fondi già destinati alla lotta alla peste suina africana.

Compito del gruppo di lavoro?  Realizzare “un progetto triennale finalizzato all’esame e risoluzione delle problematiche di maggiore rilevanza in materia di usi civici”. Oltre alla legittimazione, il nuovo gruppo di lavoro si dovrà occupare anche dell’aggiornamento dell’inventario delle terre destinate ad uso civico.

Come se non fosse già compito degli uffici regionali competenti”, chiosa Deliperi. E aggiunge: “Peccato, però, che gli incarichi dei dirigenti regionali preposti al settore degli usi civici risultino vacanti”.

Piero Loi

Twitter @piero_loi

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