Fondi per la cultura a Cagliari, è polemica. Tuttestorie e Sardegna Teatro: “Noi penalizzati”

andrea tramonte

C’è forte polemica a Cagliari in seguito alla pubblicazione della graduatoria del bando triennale dell’assessorato alla Cultura per l’erogazione dei fondi per gli spettacoli, tra “idonei non beneficiari” e valutazioni contestate dagli operatori del settore. Sardegna Teatro parla esplicitamente di “tassello ulteriore e esasperante che mette di evidenza l’atteggiamento persecutorio da parte del Comune di Cagliari”, mentre lo storico festival per l’infanzia Tuttestorie lamenta di aver ricevuto “briciole”. In un post su Facebook, Manuela Fiori – tra le organizzatrici del festival – esprime “sorpresa” per i criteri attraverso cui sono stati assegnati i punteggi per le varie voci del bando. In particolare alla voce “attenzione rivolta ai giovani e coinvolgimento delle scuole” – scrive Fiori – “i tre membri della commissione non hanno ritenuto di darci un punteggio pieno e neanche sufficiente a recuperare quella porzione di punto che ci avrebbe consentito almeno di ricevere per intero il contributo assegnato”. Eppure, dice l’operatrice culturale, Tuttestorie è “l’unico festival letterario dedicato all’infanzia”. La manifestazione così ottiene 8.307,34 euro sui 17.800 assegnati 25.000 richiesti.

Fiori ricorda un po’ di numeri. “Duecentodieci incontri e/o laboratori con scrittori/illustratori/operatori di livello nazionale e internazionale di cui 140 rivolti alle classi dall’infanzia alla secondaria di secondo grado che coinvolgono circa 5.300 studenti già prenotati dal mese di maggio (con nomi e cognomi, non numeri sparati a casaccio), 70 attività rivolte a bambini e ragazzi dai 0 agli 11 anni, mostre/gioco e installazioni. Tutto questo – si chiede – per l’assessorato alla Cultura vale 8.307,43 euro?”. Anche il curriculum del festival ha ottenuto un 7 risicato. L’organizzazione chiede al Comune: “Per voi il festival Tuttestorie è un progetto di valore a cui dare gambe per camminare e di cui essere fieri o solo una pratica burocratica da sbrigare? Ce lo dicano, perché è importante saperlo. Soprattutto per le bambine e i bambini e per tutta la comunità, locale, regionale e nazionale, che partecipa dal 2006 al festival”.

Anche Sardegna Teatro – risultato secondo tra idonei non beneficiari, ovvero organizzazioni che avrebbero titolo a ricevere i fondi ma non li ottiene – punta il dito su una delle valutazioni della commissione. In particolare il punteggio di 1.9 su 3 alla voce “Riconoscimenti ottenuti a livello nazionale e internazionale” e un punteggio complessivo di 71.07, laddove la soglia per beneficiare del contributo è di 71.20. L’organizzazione ricorda i suoi successi internazionali parlando di un “punteggio vistosamente basso” che stride con i risultati ottenuti. Basti pensare anche solo a Macbettu, lo spettacolo sardo più rappresentato al mondo con più di 350 repliche a livello internazionale. Sardegna Teatro parla di “una relazione fortemente problematica con questa Amministrazione”, ricordando la perdita della gestione del Teatro Massimo, o la revoca del contributo già concesso per Carmine Social Square: “Con un progetto che coinvolgeva gli esercenti commerciali della zona, il Teatro di Sardegna aveva previsto un lavoro artistico di costruzione partecipata, a opera dell’artista francese Olivier Grossetête – scrivono in una nota -. Il giorno prima dell’evento, il Comune di Cagliari cancella l’autorizzazione a utilizzare Piazza del Carmine e l’opera viene dunque realizzata a Sa Manifattura. Non pago della disdetta tardiva, il Comune di Cagliari revoca anche il contributo precedentemente riconosciuto per l’evento, poiché non più avvenuto nel luogo previsto”.

andrea tramonte

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