Fiume Santo, demolita una delle due ciminiere della centrale termoelettrica

È stata demolita una delle due ciminiere alta 150 metri della centrale termoelettrica EP Produzione di Fiume Santo. È venuta giù in una manciata di secondi, adagiandosi su un lato, per effetto delle esplosioni delle microcariche di dinamite posizionate alla base della torre bianca e rossa utilizzata negli anni ’80 a servizio dei gruppi 1 e 2 della centrale. Nella centrale sono attualmente in funzione due gruppi di generazione a carbone, il 3 e 4, ognuno da 320 MW. Le due unità alimentate a olio combustibile (1 e 2), di 160 MW ciascuna, erano state definitivamente fermate alla fine del 2013. Oggi si chiude un’era con la demolizione della torre e presto, come da programma, saranno demolite anche le caldaie, alte 40 metri.

L’abbattimento di oggi è stato studiato nei minimi particolari ed eseguito con le autorizzazioni della Regione e del Ministero dell’ambiente, con il lasciapassare anche dell’Arpas, l’Agenzia regionale per la protezione ambientale. Da ieri sera l’intera zona, comprese il tratto della strada provinciale 57 e la spiaggia di Fiume Santo sono state dichiarate off limits per chiunque. Prima di procedere all’abbattimento, lo scorso gennaio, EP Produzione ha svolto le operazioni propedeutiche di rimozione dell’amianto dalle porte di accesso della ciminiera, affidando il processo di bonifica a una ditta locale specializzata. “La dispersione della polvere dovuta alla demolizione è stata minimizzata attraverso l’impiego di appositi nebulizzatori ad acqua, mentre la separazione dei materiali, la riduzione volumetrica e il loro smaltimento avverrà nei prossimi mesi”, fa sapere EP. Contro l’abbattimento della ciminiera si è schierata Isde Sardegna, l’associazione internazionale di medici contro l’inquinamento, sostenendo che “al suo interno contiene una quantità straordinaria di ceneri e di cosiddetti POPs, inquinanti organici persistenti: sostanze nocive per la salute che hanno la capacità di concentrarsi e farsi trasportare dal vento per molti chilometri e che sarebbero liberate nell’ambiente in seguito alla demolizione”. Dubbi sulla demolizione con le microcariche, invece, da parte del M5S.

[Foto dal Tg Sardegna di Rai Tre]

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