Eurallumina, vertice a Roma: la centrale a carbone non si farà più

È ufficiale: la centrale a carbone prevista per l’approvvigionamento energetico dell’Eurallumina non si farà. Il progetto è stato stralciato e sostituito da quello che prevede, in accordo con l’Enel, il collegamento al vaporodotto attraverso la centrale Deledda di Portoscuso. È quanto emerge al termine del tavolo tecnico al Ministero dell’Ambiente al quale hanno preso parte anche i tecnici dell’assessorato dell’Ambiente della Regione Sardegna guidati dalla direttrice generale, Paola Zinzula, e dal referente del Piano Sulcis, Tore Cherchi.

Il coinvolgimento del Ministero sospende la procedura regionale, che riprenderà una volta che arriverà il pronunciamento sulla valutazione di impatto ambientale nazionale (Via). La Rusal, da parte sua, potrà decidere se mantenere il procedimento con la variante proposta o presentare un nuovo progetto.

“Siamo soddisfatti – commenta l’assessora della Difesa dell’Ambiente, Donatella Spano – era un’ipotesi già tentata nel 2012, ma che è diventata percorribile grazie al nostro lavoro, alla collaborazione e all’azione sinergica del ministro Calenda e del presidente Pigliaru, in coerenza con la strategia energetica nazionale e mantenendo l’equilibrio tra tutela dell’ambiente e occupazione. Accogliamo con favore che a Roma si sia fatta chiarezza sull’istruttoria che riguarda il progetto Eurallumina – aggiunge l’esponente della Giunta – stabilendo modalità e tempi sia per il livello nazionale che per quello regionale e riconoscendo l’importante lavoro fatto dai tecnici dell’assessorato”.

“I tempi dell’iter procedurale si allungano, ma l’obiettivo raggiunto oggi è importantissimo perché migliora sotto tutti i punti di vista, ambientale e industriale, il progetto originario per il riavvio di Eurallumina e concretizza le sinergie tra Enel e Sider Alloys per il rilancio del comparto”. Così all’ANSA il rappresentante dei lavoratori dello stabilimento di Portovesme, Antonello Pirotto, dopo il vertice al ministero. “Auspichiamo solo che i procedimenti relativi alla nuova variante siano contenuti al massimo – spiega Pirotto, storico leader delle battaglie di Eurallumina – in questo momento ci poniamo il problema del sostegno al reddito ai lavoratori nel periodo transitorio, considerando che gli ammortizzatori scadono il 31 dicembre 2018. E se anche il nuovo progetto ottenesse il via libera prima, tutto il 2019 – sottolinea il rappresentante degli operai – serve ad attivare gli investimenti propedeutici al riavvio della produzione”. Per giovedì 19 aprile è già convocata un’assemblea nello stabilimento per illustrare ai lavoratori i dettagli tecnici delle decisioni prese a Roma.

 

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