Eurallumina verso la ripresa, intesa sul bacino dei fanghi rossi

Altro passo in avanti verso la ripresa produttiva nello stabilimento Eurallumina di Portovesme, primo anello della filiera dell’alluminio. I sindacati hanno infatti annunciato la firma definitiva del protocollo d’intesa per il riavvio della fabbrica sottoscritto oggi tra il ministero dell’Ambiente, Mise, Regione, ex Provincia di Carbonia Iglesias, comune di Portoscuso, Consorzio industriale e Arpas. L’accordo prevede anche la messa in sicurezza e bonifica del sito. Si tratta di un provvedimento fondamentale che stabilisce le linee guida per la gestione, nel rispetto delle normative di legge, dell’area destinata allo stoccaggio dei residui di lavorazione prodotti nel ciclo industriale, il cosiddetto bacino dei fanghi rossi che è stato posto sotto sequestro nel 2009. Nel protocollo si sancisce la totale restituzione delle somme spese da Eurallumina dal 2009 ad oggi, con i finanziamenti del ministero dell’Ambiente, per i lavori di messa in sicurezza, denaro di fatto già arrivato all’azienda mediante apposita fidejussione.

Le Rsu dell’impianto spiegano, inoltre, che “il documento “potrà essere di corollario alla prossima istanza di dissequestro delle Aree A e B del sito di stoccaggio, mentre l’Area C e la sala pompe erano già state dissequestrate lo scorso novembre”. In fase avanzata anche la caratterizzazione dell’Area D, il settore di nuova espansione: domani si terrà alla divisione ambientale della ex Provincia la verifica di un’integrazione elaborata tra Arpas ed Eurallumina. Giovedì 28, invece, si terrà la conferenza di servizi sul progetto per la realizzazione dell’impianto di cogenerazione di energia (alle 15.30 presso la Sala convegni del Consorzio Industriale). L’impianto dovrà garantire il totale fabbisogno di energia. Per la sua costruzione verranno utilizzati oltre 200 lavoratori degli appalti e a regime occuperà, con la ripresa delle produzioni, 357 dipendenti diretti – circa 70 le nuove assunzioni – e 150 nel sistema delle manutenzioni. Il piano industriale di riavvio prevede complessivamente 188 milioni di investimenti.

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