Dopo gli ebrei e i “negri” ora Pietro Melis se la prende con i sardi, “popolo di vittimisti parassiti”

Pietro Melis contro tutti. Prima gli ebrei, quindi i “negri” e oggi i sardi. Pochi giorni dopo l’attacco frontale al neo ministro per l’integrazione Cécile Kyenge (“se ne torni in Congo”), l’ex docente dell’Università di Cagliari condannato in via definitiva per antisemitismo, imbraccia ancora la carabina e stavolta mira ad alzo zero contro i sardi, “popolo di vittimisti parassiti che non hanno combinato alcunché di positivo nella Storia”.

Per dar sfogo al Melis-pensiero, l’ex docente ha deciso di inviarci una mail e buttar giù due commenti (non pubblicabili integralmente perché diffamatori) all’articolo sulle sue esternazioni contro il ministro Kyenge. E come detto, stavolta nel mirino ci sono i sardi. Qualcosa però non torna, almeno a prima vista: è quel cognome, Melis, di chiare origini isolane.

E infatti il professore precisa: “Mi vergogno di essere nato da genitori sardi (ma solo per cognome non per cultura). Ma sono nato a Roma. I miei genitori evitarono sempre di parlare in sardo con i tre figli. Perciò mi vanto di non saper parlare questa lingua da terra dei morti. Avrei voluto assumere il cognome materno non sardo (AUDA) comune ai due genitori perché odio questa terra di antica barbarie, dalla cultura pastorale, con una storia ben descritta dallo storico sardo (ma trasferitosi in Piemonte come ministro) Giuseppe Manno. Prima o dopo tirerò fuori dal cassetto un mio manoscritto contro i sardi”.

Arriva poi una considerazione sull’economia tradizionale (“Un milione e 600mila abitanti con 7 milioni di pecore. Sì, sono razzista, ma nei confronti degli stronzi disonesti come voi”) e contro i giudici che pochi anni fa l’hanno condannato per antisemitismo (“E verrà fuori tra poco un mio libro su quella farsa di giustizia politicizzata che disonestamente in tre sentenze ha omesso sempre il termine “credenti” (osservanti della macellazione kasher) per farmi apparire antisemita quando, invece, sono stato sempre filoisreaeliano e antislamico. Giungendo a scrivere che gli arabi sono solo degli invasori in Palestina e che la Palestina è ebraica”. Seguono altre ingiurie contro i giornalisti e il classico monito:
“VERGOGNATEVI!”.

Prima di interrompere le trasmissioni, ad una lettrice che aveva osato criticare le sue posizioni Melis pronostica che “non arriverà di certo alla mia età” (70 anni, ndr), quindi rivela di essere stato, in gioventù, oggetto delle attenzioni particolari di un personaggio che sarebbe diventato un pezzo grosso (“e poi parlano di omofobia”, scrive) e, infine, informa che si sta “godendo la fase migliore della vita in pensione senza dover più sprecare tempo facendo esami in facoltà”. Buon riposo.

(immagine da www.ichnusabike.it)

 

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