Disastro ambientale alla miniera di Furtei, il pm: “Processate 3 dirigenti”

Per quello che è stato definito un “disastro ambientale” legato alla miniera d’oro di Furtei il pm Daniele Caria ha chiesto il rinvio a giudizio di tre dirigenti, due canadesi e uno statunitense, dopo il fallimento della Sardinia Gold Mining che avrebbe dovuto provvedere a bonificare l’area attorno alla miniera. Ma l’azienda è fallita e l’intervento successivo di bonifica, nell’area di Santu Miali, è stato avviato dalla Regione tramite l’Igea.

Secondo le accuse vi sarebbe stato un disinteresse per le condizioni del territorio dove, in alcune centinaia di ettari, sono stati depositati, anche in una laghetto artificiale, vari metalli di lavorazione per l’estrazione e purificazione dell’oro. L’attività estrattiva, però, è stata interrotta per la non economicità dell’impresa e quindi con il fallimento della società, nel 2009 vennero portati i registri contabili in Tribunale, tutto si è fermato, comprese le bonifiche.

Successivamente è stata la Regione che, non ottemperando la società alla bonifica dei suoli, ha deciso di dar vita ad un progetto ed a provvedere con interventi sul bacino sterili, sul sito di raccolta, con le asportazioni delle discariche, la rimozione di suoli contaminati, il riempimento dei vuoti minerari con inerti, sulle acque contaminate, e per la rinaturalizzazione delle aree.

 

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