Il WWF ha presentato un esposto contro ignoti alla Procura di Cagliari “affinché vengano individuati i responsabili dell’efferata uccisione di un delfino, prima arpionato e poi massacrato, avvenuta pochi giorni fa nelle acque della costa cagliaritana”. Ne dà notizia la stessa associazione ambientalista, che prende posizione dopo il caso del delfino – un maschio di circa 3 metri appartenente alla specie Tursiope – che era stato segnalato con un arpione conficcato nel dorso alla Capitaneria di Porto giovedì scorso nella spiaggia di Torre delle Stelle, nei pressi dell’Area marina Protetta di Villasimius-Capo Carbonara. Rimasto sulla spiaggia in attesa di un recupero completo, l’animale è rimasto poi vittima di un secondo atto di bracconaggio: alcuni ignoti si sono accaniti su di lui per prelevarne la carne.
“Purtroppo, a differenza di quanto accade a terra, i crimini di natura commessi in mare, che spesso vedono l’uccisione di specie protette come delfini, tartarughe e perfino balenottere – afferma Donatella Bianchi, presidente del WWF Italia – rimangono sottotraccia ed è difficile quantificare la perdita di biodiversità e rintracciare i colpevoli. A fronte di un animale rinvenuto ce ne sono sicuramente molti altri che hanno subito la stessa fine. Purtroppo non è la prima volta che un delfino viene ucciso lungo le coste sarde, analoghi episodi erano già accaduti nel golfo di Olbia negli anni passati. Vogliamo che i colpevoli di questa doppia barbarie vengano identificati perché il mare non può perdere in questo modo le sue creature più nobili”.