Delegati del Csm al tribunale di Tempio: “Condizioni di giustizia da terzo mondo”

È una bocciatura senza appello quella che arriva dai delegati della prima commissione del Consiglio superiore della magistratura (Csm) sulla situazione del tribunale di Tempio. Questa mattina c’è stata la visita dei togati Sebastiano Ardita (Autonomia e Indipendenza), Antonio D’Amato, (Magistratura Indipendente) Filippo Donati (laico) e dalla consigliera dell’Unicost, Concetta Grillo: “Abbiamo trovato un ambiente giudiziario in condizioni disastrose dal punto di vista strutturale, ambientale e delle risorse”. A destare scalpore sono state alcune criticità che rallentano se non addirittura impediscono il normale svolgimento delle attività come ad esempio “ricevute di ritorno delle notifiche conservate in scatole per scarpe, sistemi informatici poco implementati o assenti, aule fatiscenti in un palazzo di giustizia collocato in una vecchia scuola”. Inoltre, i magistrati fanno notare che al tribunale del centro gallurese “all’indomani di gravi scandali che hanno portato all’allontanamento di alcuni giudici, sono stati inviati giovani magistrati impegnati ad affrontare cause delicate avendo fino a duemila pendenze sul ruolo”.

Si tratta di persone costretta a operare in “una situazione disastrosa, impegnati in procedimenti anche datati,  che corrono sul filo della prescrizione, tanto che tra i nuovi arrivati c’è chi ha scritto fino al 90 per cento delle sentenze con questo epilogo”, ha spiegato Sebastiano Ardita, parlando di “carichi insostenibili che incidono sulla sana e corretta gestione dei ruoli”. A questo si aggiunge il problema dell’organico che “presenta carenze nel personale della segreteria, in Procura sono tredici posti su venti sono coperti, e mancano tutte le figure dirigenziali”. La situazione è in leggero miglioramento dopo le richieste del presidente del tribunale al Ministero: “Il Csm è venuto qui a far sentire la sua presenza e la vicinanza a questi magistrati, per tutelare e valorizzare il loro lavoro che è l’unico strumento per ridare credibilità alla giustizia in questo territorio. Cercheremo le responsabilità di questo sfascio laddove vanno trovate, ma non certo tra coloro che attualmente operano con grande sforzo in condizioni estreme”, ha concluso Ardita.

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