Cagliari, “Decreto chioschetti”, i molti dubbi di Sanna, ex assessore all’Urbanistica

“Poiché chiamato indirettamente in causa sulla questione baretti del Poetto ritengo utile proporre alcune riflessioni operative a beneficio di uno sbocco positivo della problematica” è quanto dichiara stamani il consigliere democratico l’On. Gian Valerio Sanna.
“Relativamente alla approvazione del Decreto Rassu sulle strutture turistico ricettive del litorale del Poetto, lo stesso nella forma ipotizzata – precisa il consigliere del Pd – contiene evidenti margini di dubbio sull’efficacia nel determinare la sospensione delle demolizioni in atto dei manufatti dei cosiddetti baretti. Infatti il decreto citato definisce oggi per ieri la natura dei manufatti che al contrario sono stati realizzati con caratteristiche ben definite all’atto della concessione”.
“Lo stesso decreto parla di efficacia “nelle more dell’approvazione del piano di utilizzo dei litorali” disconoscendo che il caso di Cagliari è diverso perché si tratta di un PUL adottato e non ancora approvato definitivamente e per il quale dovrebbero applicarsi norme transitorie specifiche che non possono essere surrogate da un generico decreto assessoriale”.
“Dovendo contemperare esigenze sia urbanistiche che paesaggistiche – prosegue Sanna – sarebbe più opportuna una diversa impostazione del decreto che miri a disciplinare, per tutti i comuni interessati, la fase transitoria intercorrente fra adozione e l’approvazione definitiva dei PUL, che si articoli attraverso una conferenza di servizi ai sensi dell’articolo 34 del testo unico 267/2000 fra Comune, Provincia, Regione e Autorità dello Stato preposte alla vigilanza paesaggistica e tale da deliberare caso per caso se sussistano sia urbanisticamente che paesaggisticamente le condizioni generali e specifiche per considerare più vantaggioso, dal punto di vista paesaggistico e di tutela del bene pubblico, non provvedere alla rimozione stagionale dei manufatti ed attendere l’approvazione definitiva dei PUL per dare corso alle procedure e alle rimozioni eventualmente conseguenti alla sua applicazione definitiva”.
“In questo modo, senza far venire meno la natura delle concessioni in essere – conclude il consigliere regionale – si potranno valutare complessivamente gli interessi contrapposti senza far venire meno le competenze diversificate sulla materia in una decisione di equilibrio fra tutela provvisoria del litorale e permanenza delle strutture fino all’applicazione a regime delle pianificazioni prescritte. Proprio in questa direzione andrebbe letto il citato decreto n.1 del 23 gennaio 2008 che dispone che siano appunto gli uffici preposti, nel rilascio delle autorizzazioni paesaggistiche, a “specificare la facoltà assegnata ai concessionari di evitare la rimozione delle strutture nel periodo invernale” tenendo conto “dell’aggravio paesaggistico sul contesto territoriale derivante dalle operazioni di rimozione e di reinstallazione”.

 

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