Dai sardi oltre 130 osservazioni al Pps: “Ora basta cemento”

Sono oltre 130 (ad oggi) le osservazioni al Ppr targato Cappellacci che, entro sabato, arriveranno sulle scrivanie della Regione e del Ministero per i Beni e le attività culturali.

Sono oltre 130 (ad oggi) le osservazioni al Ppr targato Cappellacci che, entro sabato, arriveranno sulle scrivanie della Regione e del Ministero per i Beni e le attività culturali. Tanti sono i cittadini che hanno risposto all’appello delle associazioni ambientaliste Gruppo di intervento giuridico e Amici della terra. Gli ‘atti di osservazione’, come vengono indicati in termini tecnici, potranno essere inviati proprio attraverso il GriG (leggi).

Non si tratta – e questo è un aspetto di non poco conto – di una iniziativa ‘simbolica’: gli estensori del Piano devono per legge rispondere a ogni osservazione e motivare le loro scelte.

“In particolare – ha affermato Stefano Deliperi, del Gruppo di intervento giuridico – le critiche riguardano l’opportunità di alcune scelte in relazione alle norme tecniche di attuazione, ovvero l’ossatura del Piano. Innanzitutto i cittadini si sono resi conto che c’è un legame alcune indicazioni del Piano e i disastri come quello che, purtroppo, è accaduta appena dieci giorni fa. Sono andati a vedere ciò che permettono le norme di attuazione: nuove volumetrie, recepimento del cosiddetto Piano casa, incremento delle cubature anche nelle zone a rischio. Le critiche sono innumerevoli”.

Non solo: “Quel che non va giù ai cittadini che hanno controfirmato gli atti di intervento non hanno digerito nemmeno la resurrezione delle lottizzazioni-zombie – dice Deliperi – vale a dire quei progetti giustamente stoppati dal Piano paesaggisto in vigore”. Tra i quali spiccano: il villaggio che l’editore e immobiliarista Sergio Zuncheddu vorrebbe tirar su a Villasimius, nella zona di Cala Giunco, a pochi passi dallo stagno di Notteri; i progetti edilizi in capo a società riconducibili alla Legacoop a Capo Malfatano; le residenze turistiche in Costa verde, a due passi dal mare, proposte da una società bolognese.

“Un’operazione tanto spregiudicata – sostiene il GriG – quanto dannosa per la Sardegna, solo per fini elettoralistici. Sono tanti i contenuti illegittimi o palesemente incongrui del piano così modificato e comportano anche un aumento del rischio idrogeologico in tutte quelle aree già oggi classificate come tali nel piano stralcio di assetto idrogeologico (P.A.I.) dove la disciplina del nuovo piano prevede incrementi volumetrici indistinti”.

 

 

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