Maltempo, è strage: 16 vittime, un disperso, 2300 sfollati

23.47, fine della diretta.  Scende il numero degli sfollati nelle zone colpite dall’alluvione: si passa da 2700 a 2300. Quattrocento persone, secondo quanto  riferito dalla Protezione civile regionale, sono rientrate a casa in queste ultime ore. Resta confermato il bilancio delle vittime: 16 morti accertati e un disperso a Onanì (Nuoro).

22.50 Il sindaco di Olbia Giovannelli ha deciso che domani, mercoledì 20 novembre, a Olbia sarà una giornata di lutto cittadino. Di seguito pubblichiamo l’ordinanza “Interpretando il sentimento della Giunta e del Consiglio Comunale, nonché dell’intera cittadinanza, profondamente colpita dalla tremenda alluvione che sta investendo tutto il territorio del Comune di Olbia; Considerato che il tragico evento ha provocato la perdita di vite umane; Ritenuto opportuno manifestare il proprio cordoglio in modo solenne con tutta la comunità olbiese, annunciando il lutto cittadino; proclama il lutto cittadino per la giornata di mercoledì 20 novembre 2013.
È fatto obbligo di tenere gli accessi degli esercizi commerciali del territorio di Olbia, ove possibile, chiusi nella giornata indicata, con le modalità da ciascuno ritenute più opportune per tale circostanza. Le bandiere esterne agli Uffici Pubblici saranno esposte a mezz’asta per l’intera giornata. Il sindaco dispone la pubblicazione del presente Decreto sul sito istituzionale del Comune di Olbia e la trasmissione per gli adempimenti di competenza al Dirigente del Settore Ambiente e Manutenzioni ed al Dirigente del Settore Polizia Locale.

 

21.30 Anche Papa Francesco commenta la tragedia sarda: con un tweet dice di essere “profondamente commesso dall’immane tragedia che ha colpito la Sardegna. Chiedo di pregare per le vittime, specialmente per i bambini”. In un telegramma ad Arrigo Miglio, Bergoglio esprime parole di conforto e di incoraggiamento, “auspicando che non venga meno la solidarietà e l’aiuto necessario per fare fronte a questo momento difficile”

20.30. Iniziative a sostegno delle famiglie e degli operatori colpiti dall’alluvione. Anche la Banca di Credito Sardo (Gruppo Intesa Sanpaolo) ha immediatamente avviato le procedure. Stanziato un plafond di 30 milioni di euro per finanziamenti a medio lungo termine a condizioni di particolare favore per il ripristino delle strutture danneggiate (abitazioni, negozi, uffici, laboratori artigianali, immobili ad uso produttivo ed agricolo) e dei beni materiali contenuti. A disposizione la possibilità di una moratoria di 12 mesi dove ricorrano le condizioni, che alla clientela dei privati colpita.

19.45. “Siamo pronti a valutare qualsiasi richiesta venga dall’Italia nei prossimi giorni o nelle prossime settimane. Seguiamo da vicino la situazione ed i miei servizi sono in stretto contatto con le autorità della Protezione civile in Sardegna”, così il commissario alle Politiche regionali Ue Johannes Hahn sul disastro che ha colpito la Sardegna.

19.20. Sono 30 i feriti ricoverati presso strutture pubbliche della Provincia di Olbia-Tempio. È il più significativo dei dati forniti dalla Centrale Operativa del 118. “Per la nostra zona di competenza- ha spiegato il responsabile del 118 del Nord Sardegna, Piero Delogu – abbiamo ricevuto 2.300 richieste di aiuto in 24 ore, dalle ore 15 di ieri fino ad oggi. Una situazione assolutamente eccezionale”. Il 118 ha messo in campo tutti i mezzi a disposizione, compresi 4 fuoristrada per raggiungere le zone più difficili, con strade rese difficilmente percorribili dal maltempo”. (GM)

18.44. È stata ritrovata viva una delle due persone ancora disperse. È un allevatore di Torpè (Nuoro) che è stato rintracciato dalla Protezione civile ma ha rifiutato di lasciare il suo podere. Manca ancora all’appello una persona di Onanì.

18.30. “Siamo qui per lavorare con impegno e portare avanti il coordinamento del Comitato nazionale che è vicino alla popolazione sarda davanti a un evento straordinario. Il primo atto è stato predisporre risorse per 20 milioni di euro per l’emergenza, soprattutto per la viabilità interrotta, la popolazione da assistere, l’aiuto agli sfollati e il recupero dei superstiti. I 20 milioni sono soltanto la prima parte dell’impegno del Governo. Stiamo valutando in queste ore la richiesta dei sindaci di escludere i comuni interessati dal disastro dal Patto di stabilità per favorire la ricostruzione. Esprimo la vicinanza alle famiglie delle vittime davanti a un evento che riteniamo unico e imprevedibile”. Questa la dichiarazione del presidente del Consiglio Enrico Letta al termine della riunione con i responsabili del Centro coordinamento soccorsi di Olbia. (GM)

18.22. Enrico Letta è riunito con i responsabili del Centro coordinamento soccorsi di Olbia, presieduto dal responsabile della Protezione Civile, Franco Gabrielli. Al presidente del Consiglio vengono esposte le principali criticità del territorio. Il centro di coordinamento dei soccorsi è stato allestito nell’aula consiliare del comune di Olbia. Nella sala è interdetto l’ingresso ai giornalisti. Alla riunione partecipa anche il presidente della Regione Sardegna, Ugo Cappellacci.

17.53. Il presidente del Consiglio, Enrico Letta è giunto al centro di coordinamento soccorsi allestito nel Consiglio comunale di Olbia. “Sono venuto a vedere. Ora facciamo una riunione”, ha detto entrando nel centro. Ad accoglierlo il responsabile della Protezione Civile, Franco Gabrielli, il presidente della Regione Sardegna, Ugo Cappellacci e il sindaco di Olbia.

17.45. Un esercito al lavoro nelle zone più colpite dall’alluvione, per aiutare la gente che a causa degli allagamenti non può rientrare in casa e per cercare le persone ancora disperse. Dalla Protezione civile regionale arriva un primo bilancio delle forze messe in campo per l’emergenza. Accanto a carabinieri, polizia, vigili del fuoco e agli uomini delle varie protezioni civili comunali stanno operando 90 associazioni di volontariato con 77 mezzi e 520 persone. L’Ente foreste ha messo in campo 70 mezzi e 206 uomini e il Corpo forestale 128 mezzi e 416 agenti.

17.40.  L’allerta meteo comincia a circolare nei bollettini meteorologici e nelle parole dei responsabili della Protezione civile quando il ministro della Difesa, Mario Mauro, atterra ad Olbia a bordo dell’elicottero della Protezione civile. Un colloquio riservato con i responsabili che governano la macchina dei soccorsi, una visita lampo per dimostrare la vicinanza del Governo. A distanza di un’ora lo seguirà il presidente del Consiglio, Enrico Letta. “Parliamo ovviamente di una situazione difficile – ha detto il ministro della Difesa – ma mi trovo qui per capire le esigenze e verificare le capacità di fornire aiuti alle persone in difficoltà. La macchina mi sembra ben organizzata – spiega Mauro – e stiamo facendo un censimento dei bisogni relativi al territorio”. Una situazione resa complessa anche dalle situazioni contingenti e dalla tipologia del territorio coinvolto. “Si tratta di un territorio esteso dalla città alle zone di campagna – continua Mauro – dunque abbiamo diverse parti di Olbia e del Nuorese in condizioni di isolamento che rendono complesso il lavoro per venire incontro ai bisogni della popolazione”. (GM)

17.35. Questa mattina la Procura della Repubblica di Tempio Pausania ha aperto un fascicolo per atti relativi all’alluvione che ha investito Olbia e la Gallura nella giornata di lunedì. Lo conferma il sostituto procuratore Riccardo Rossi, presente all’unità di crisi approntata nella sala consiliare del Comune di Olbia. “Certamente si tratterà di verificare secondo prassi l’esistenza di eventuali responsabilità – spiega Rossi – anche se i problemi strutturali sul livello di pericolo idrogeologico risalgono indietro nel tempo”. In passato era stata aperta un’indagine sul Piano di risanamento del quartiere di Pittulongu, località sul mare alle porte di Olbia. Il capoluogo gallurese ha 17 Piani di risanamento, quartieri nati in sostanza abusivamente, verso i quali si è condotta negli anni un’operazione di sanatoria attraverso l’applicazione della Legge Bucalossi che consente di finanziare le opere di infrastrutturazione primaria. (GM)

17.30. Negli ultimi 50 anni in Sardegna vi è stato il maggior numero morti per inondazione, ben il 50% in più, rispetto alla media nazionale. È  quanto risulta dal catalogo storico degli eventi con danni alla popolazione realizzato dall’Istituto di ricerca per la protezione idrogeologica (Irpi) del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr). Mentre il numero delle vittime causate delle frane risulta inferiore alla media nazionale, sulle inondazioni la situazione si ribalta con il 50% in più di perdite rispetto alla media. Dal ’63 ad oggi secondo l’Irpi in Sardegna sono 92 le vittime, calcolate sommando la quantità di dispersi, deceduti e feriti, interessate dai fenomeni idrici come le inondazioni (28 morti, 20 feriti e 2 dispersi) e geologici (15 morti e 27 feriti). Per quanto riguarda il resto del territorio nazionale, negli ultimi 50 anni trascorsi dal 1963 al 2012, tutte le regioni italiane, come mostra il catalogo dell’Irpi, hanno subito eventi per i quali si sono registrate vittime. Più in particolare le frane avvenute hanno prodotto 5.192 vittime (3.302 morti, 17 dispersi, 1.873 feriti), e nello stesso periodo le inondazioni hanno prodotto 1.563 vittime (692 morti, 66 dispersi, 805 feriti).

17.20. “Profondamente commosso dall’immane tragedia che ha colpito la Sardegna, chiedo a tutti di pregare per le vittime, specialmente per i bambini”. Lo scrive papa Francesco in un messaggio su Twitter.

17.04. L’Ue esprime la sua vicinanza ai cittadini della Sardegna e si mobilita per aiutare l’isola a fronteggiare i danni causati della devastante ondata di maltempo che si è abbattuta sul suo territorio. In apertura dei lavori, l’assemblea dell’Europarlamento – su invito del presidente Martin Schulz – ha osservato un minuto di silenzio in ricordo delle vittime dell’alluvione. E il presidente della Commissione Ue, Josè Manuel Barroso, ha espresso le sue condoglianze alle famiglie dei morti dicendosi “profondamente colpito” dai danni causati dal Ciclone Cleopatra. Il primo a contattare da Bruxelles il presidente della Regione, Ugo Cappellacci, è stato però questa mattina il vicepresidente dell’esecutivo Ue Antonio Tajani. Il quale si è attivato per facilitare il ricorso al Fondo europeo di solidarietà destinato proprio ad aiutare i Paesi membri – o le loro Regioni – a fare fronte ai danni causati da catastrofi naturali. Un meccanismo di cui l’Italia ha già usufruito per i terremoti che hanno colpito l’Emilia Romagna e l’Abruzzo (a cui sono andati aiuti pari rispettivamente a 600 e 500 milioni di euro), ma anche per riparare i danni causati dalle alluvioni che hanno investito a suo tempo la Liguria. Da parte dell’Unione è stato anche messo subito a disposizione della Protezione civile italiana e delle autorità regionali il sistema satellitare Copernicus per l’osservazione della Terra. Già utilizzato per nel recente caso delle Filippine, questo sistema può essere utilizzato sia nelle operazioni di soccorso e sia per la mappatura dei danni causati al territorio.

17.02. Il presidente del Consiglio Enrico Letta è in viaggio verso la Sardegna dopo la proclamazione, stamane, dello stato di emergenza nell’isola. Il presidente del Consiglio tra circa un’ora sarà ad Olbia.

17.01. Al momento sulla Cagliari-Golfo Aranci rimane sospesa la circolazione ferroviaria tra le stazioni di Golfo Aranci e Chilivani e tra Oristano e San Gavino, tratti di linea interessati da molteplici smottamenti e movimenti franosi. Trenitalia sta garantendo la mobilità attraverso autobus sostitutivi tra le stazioni coinvolte. I tecnici di Rete Ferroviaria Italiana stanno valutando le modalità e i tempi necessari per gli interventi di ripristino delle condizioni di sicurezza delle linee. Regolare la circolazione sulle altre linee della rete regionale.

17.00 “C’è una perturbazione che ha iniziato ad interessare la parte occidentale della Sardegna e si sta spostando nella parte orientale. Dalle 17 dovremmo vederne gli effetti. Non immaginiamo che possa avere la stessa intensità di ieri. Siamo usciti con un bollettino con un alto livello di criticità perché noi non facciamo previsioni meteo tout court, ma con effetto al suolo. In un territorio così violato, il rischio è più elevato”, così il capo della Protezione civile Franco Gabrielli a Olbia, dove coordina i soccorsi

16.50. “In un territorio così violato e in crisi come questo, la preoccupazione è elevata. Siamo con le antenne protese. Quello della nuova perturbazione non dovrebbe essere un passaggio lunghissimo. In tutto di sei ore, a partire dalle 17”. Così il capo della Protezione civile Franco Gabrielli che coordina i soccorsi a Olbia.

16.41. Lutto cittadino e scuole chiuse per due giorni a Olbia, domani, mercoledì 20, e giovedì 21. Lo ha stabilito il sindaco Gianni Giovannelli che ha firmato due ordinanze. Tutti gli istituti scolastici, dunque, resteranno chiusi fino a venerdì, giorno di riapertura, mentre per domani, giorno dei funerali delle vittime, è stato proclamato il lutto cittadino.

16.00. Il Dipartimento della Protezione civile avvisò domenica scorsa, con un allerta meteo, della possibilità di forti precipitazioni sulla Sardegna. Lo ha detto il ministro dell’Ambiente, Andrea Orlando, riferendo alla Camera. L’avviso, ha aggiunto, “indicava una criticità al massimo livello per il rischio idrogeologico, con possibilità anche di perdite di vite umane”. È compito del Dipartimento della Protezione civile e delle Regioni, ha ricordato Orlando, l’emissione di avvisi e bollettini meteo, sulla base dei quali è responsabilità delle Regioni la predisposizione e la diffusione di messaggi di allertamento a livello locale. La legge 100 del 2012, ha proseguito il ministro, “prevede che il sistema di allerta nazionale sia assicurato attraverso la rete dei centri funzionali regionali. Per la Sardegna questa attività è responsabilità del Dipartimento fino al completamento della rete dei centri funzionali da parte della Regione”. Il Dipartimento, ha rilevato Orlando, domenica ha emesso un avviso di avverse condizioni meteo che prevedeva precipitazioni diffuse anche a carattere di rovescio o temporale sulla Sardegna. Sulla base di questo avviso, ha continuato, “il settore idrogeologico del centro funzionale centrale del Dipartimento ha predisposto le proprie valutazioni soggettive dei livelli criticità sul territorio regionale. Come risultato di questa valutazione, ha emesso un avviso indirizzato alla Regione in cui si indicava un’elevata criticità del rischio idrogeologico sui settori orientali e centromeridionali della Sardegna. Questa tipologia di criticità su scala di tre valori è al livello massimo e tra i possibili effetti c’è la perdita di vite umane”.

15.52. I carabinieri del comando provinciale di Sassari segnalano almeno cinque episodi di sciacallaggio a Olbia, nelle zone più colpite dal ciclone. Secondo quanto ricostruito dai militari, alcune persone si sono presentate come dipendenti del Comune e della Protezione civile in via Ambalagi e Correggio, invitando la popolazione ad abbandonare le abitazioni per un pericolo imminente, ma sono state sorprese poco dopo mentre cercavano di introdursi all’interno delle abitazioni abbandonate. In un caso uno “sciacallo” è stato sorpreso in casa dagli stessi proprietari, messo in fuga ha fatto perdere le sue tracce. I carabinieri invitano a diffidare da persone che si presentano come dipendenti di enti impegnati nelle operazioni di soccorso che non mostrano documenti di riconoscimento.

15.47. Il sindaco di Cagliari Massimo Zedda scrive su Facebook: “Nuova allerta, rischio idrogeologico criticità elevata per le prossime 24-30 ore, compreso il territorio cagliaritano”.

15.44. Animali portati via dai torrenti in piena, campi allagati, ovili distrutti, fabbricati inagibili e aziende isolate a causa della scomparsa delle strade rurali. È quanto emerge da un monitoraggio della Coldiretti sugli effetti del ciclone Cleopatra in Sardegna che fa salire a suo giudizio ad oltre il miliardo il conto dei danni e delle perdite provocato dagli eventi estremi all’agricoltura italiana nel 2013. “La situazione – sottolinea Coldiretti – è drammatica nelle campagne con mucche e pecore disperse, coltivazioni distrutte, strade e ponti danneggiati che impediscono di raggiungere tutte le aziende agricole. I trattori della Coldiretti sono già al lavoro per aiutare sia la popolazione che le imprese agricole in difficoltà, mentre gli agriturismi di Terranostra hanno dato la disponibilità ad accogliere gli sfollati”. “Siamo di fronte – sottolinea Coldiretti – ai drammatici effetti dei cambiamenti climatici che si sono manifestati quest’anno con il moltiplicarsi di eventi estremi, sfasamenti stagionali e precipitazioni brevi ma intense. Servono le opere infrastrutturali per la raccolta e la ‘regimazione’ delle acque – conclude Coldiretti – in una situazione in cui nell’82 per cento dei comuni italiani sono presenti aree a rischio idrogeologico per frane e/o alluvioni.

15.41. Nuova allerta meteo per una possibile “bomba d’acqua” attesa intorno alle 16 su Cagliari. Lo si apprende dal Policlinico universitario di Monserrato, dove si è tenuta una riunione per definire le procedure per una eventuale evacuazione in caso di emergenza. Le lezioni nel frattempo sono state sospese.

15.30. Volantini bufala in cui si invitano i cittadini a lasciare le proprie case sono stati distribuiti a Olbia, nella zona Isticadedda, una delle più colpite dall’alluvione. La polizia municipale, che ha già inviato alcune pattuglie sul posto, teme che si tratti dell’opera di sciacalli. Tuttavia non è escluso che l’autore possa essere uno psicopatico.

15.25. “Sono circa 2700 le persone fuori casa ospitate in strutture o da parenti“. E’ la cifra fornita dal ministro dell’Ambiente Orlando alla Camera in merito all’alluvione in Sardegna.

15.17. Il ‘vero’ ciclone, quello che i meteorologi stavano aspettando per oggi, è in arrivo nelle prime ore del pomeriggio e, dopo la Sardegna, si prevede che toccherà il medio Tirreno a l’Adriatico. ”Potrebbe portare forti venti e precipitazioni forti, ma non estreme”, ha detto Andrea Buzzi, dell’Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr). Il ciclone che nella notte ha travolto la Sardegna è arrivato invece con una forza insospettata: ”è stato un episodio sottostimato”, ha osservato Buzzi, responsabile della ricerca sulla Meteorologia Dinamica dell’Istituto. ”E’ molto difficile fare previsioni su scala locale: è un problema al quale stiamo lavorando da 20 anni, ma purtroppo la precisione lascia ancora a desiderare”. La difficoltà è nel fatto che ”ogni volta che si elabora un modello è necessario considerare una serie di fattori molto complessa”. Per questo il ciclone che si è abbattuto sulla Sardegna era stato giudicato piuttosto debole, con precipitazioni comprese fra 50 e 100 millimetri. ”I picchi delle precipitazioni sono difficili da prevedere su scala locale – ha osservato Buzzi – ma questa localizzazione è necessaria per dare avvisi molto più puntuali”. La stessa indeterminatezza c’è quindi relativamente alle previsioni sul ciclone in arrivo, che attualmente si trova a un centinaio di chilometri a Ovest della Sardegna. Se questo ciclone sembra più importante rispetto a quello già arrivato sull’isola, non è detto che porti piogge altrettanto forti: ”non c’è, infatti, una relazione diretta fra dinamica dei cicloni e intensità delle piogge. ”Quello che conta – ha proseguito Buzzi – è anche la velocità con cui il ciclone si sposta: quello in corso è molto lento e permane quindi a lungo sulla zona che ha colpito”.

15.16. Sono 18 le vittime dell’alluvione che ha colpito la Sardegna. Lo ha detto il ministro dell’Ambiente, Andrea Orlando, riferendo alla Camera.

15.15. Dopo una notte di tregua, la pioggia è tornata con grande intensità su tutto l’oristanese e ora c’è il timore che la situazione possa di nuovo diventare ingovernabile. E intanto a Uras, dove una donna di 64 anni è morta annegata nello scantinato della sua abitazione, si fa la conta dei danni: le strade si sono svuotate dall’acqua defluendo verso la campagna, ma molti scantinati restano allagati. Per il sindaco Gerardo Casciu sul paese si è abbattuta “una bomba d’acqua che non si era mai vista e contro la quale non sarebbe bastata nessuna prevenzione”. Alcune decine di persone hanno trascorso la notte nella palestra comunale adibita a primo centro di accoglienza. Situazione ancora difficile a Terralba, dove il quartiere che si affaccia sul Rio Mogoro è ancora allagato e bloccato. Ieri notte erano state evacuate poco meno di un migliaio di persone, che avevano trovato accoglienza presso amici e parenti ma anche presso le scuole elementari del paese. Stamattina comunque molte persone erano ancora prigioniere nelle proprie abitazioni nonostante il grande impegno di volontari, vigili del Fuoco, Forestale e Protezione civile per portarli in salvo. Inagibili anche la Guardia medica e il Poliambulatorio della Asl 5, realizzati qualche anno fa proprio in via Rio Mogoro, praticamente su quello che una volta era il corso del rio che ieri è esondato allagando il paese. Disagi anche a Solarussa, sulla riva destra del Tirso, dove decine di abitazioni sono state invase dall’acqua e dal fango arrivati dalla campagna percorrendo i sentieri come fiumi. Naturalmente, scuole chiuse e ancora massima allerta in tutti i centri più interessati. Disagi anche su diverse strade, dalla Statale 131, dove si temono allagamenti all’altezza di Bauladu, e su una decina di strade provinciali, alcune delle quali sono state dichiarate inagibili e chiuse al traffico.

15.14. “Il gruppo Meridiana con tutti i suoi dipendenti si stringe alle famiglie sarde in questo triste momento di lutto e di grandi disagi causati dal nubifragio”: a comunicarlo è la compagnia che da 50 anni ha sede a Olbia e “si sente particolarmente colpita dalla tragedia e ha deciso di unirsi alle Istituzioni che stanno assistendo chi si trova in difficoltà per i danni subiti”. Da domani, 20 novembre, chi acquista un biglietto Meridiana contribuirà per il valore di 1 euro alla costituzione di un fondo di aiuti. Per ogni euro devoluto dai passeggeri anche l’azienda devolverà un euro addizionale, partecipando così direttamente agli aiuti per la popolazione colpita dai disagi, in collaborazione con le Istituzioni e le associazioni di volontariato.

15.00. La Presidenza della Conferenza episcopale italiana ha stanziato un milione di euro dai fondi dell’otto per mille “come prima risposta solidale alla tragedia che ha colpito nelle scorse ore il nordest della Sardegna”. Lo comunica la Cei.

14.56. Questi i nomi della vittime in Gallura: Anna Ragnedda, 83 anni di Arzachena, ritrovata morta ieri sera nella sua casa allagata in via Lazio, a Olbia. Francesco Mazzoccu, postino di Olbia, 35 anni, e il figlio Enrico, di 3 anni, morti ieri in località Raica, sulla strada Olbia-Telti, per il crollo del muro dove si erano rifugiati. In via Cina sono annegate in una Smart Patrizia Corona, 42 anni, e la figlia Morgana Giagoni, di 2. Infine Maria Massa, 88 anni, morta stamane in un canale di via Romania. Sono già stati fissati i funerali, che si terranno domani a Tempio in Cattedrale alle 10, per le quattro vittime di Monte Pino, e a Olbia, sempre domani ma alle 15.30, al Geo Village per i morti nella città gallurese.

14.50. Un minuto di silenzio per l’alluvione che ha colpito vaste zone della Sardegna. Così l’aula della Camera dei deputati ha espresso la sua solidarietà alle popolazioni colpite dalla calamità e il suo cordoglio per le 18 vittime della tragedia. Alle 15 è prevista l’informativa del ministro dell’Ambiente, Andrea Orlando sull’ondata di maltempo che ha colpito l’isola.

14.41. Ancora gravi disagi nella viabilità in tutta l’Isola. E’ stata chiusa la galleria Su Nuraghe lungo la strada provinciale 58 che collega Nuoro a Oliena. A causa del maltempo si sono staccati alcuni detriti e pietre che sono finite sulla carreggiata. Sul posto stanno operano gli agenti della Polizia stradale.

14.40. La Caritas Italiana ha espresso vicinanza alla popolazione della Sardegna colpita dal maltempo e ha messo a disposizione centomila euro per l’emergenza della popolazione. “Le notizie che ci arrivano dalla Sardegna sono preoccupanti e la situazione resta di piena emergenza”, ha detto don Francesco Soddu, direttore di Caritas Italiana, esprimendo vicinanza e solidarietà ai Vescovi e a tutti i direttori delle Caritas diocesane coinvolte, a partire dal delegato regionale delle Caritas della Sardegna, don Marco Lai, il quale ha ribadito che le diocesi maggiormente colpite sono quelle di Olbia-Tempio, Ales-Terralba e Nuoro, con “molti paesi allagati e isolati, intere zone sommerse e raccolti distrutti”. Le Caritas si stanno coordinando e – sottolinea sempre don Lai – “oltre ad attivare aiuti immediati, di fronte a questa emergenza, una riflessione deve essere fatta sulla gestione del territorio”. Nella diocesi di Olbia-Tempio si è registrato il maggior numero di vittime e il Vescovo ha riunito i parroci e la Caritas per coordinare gli aiuti ed è rimasto aperto ininterrottamente il locale dormitorio per accogliere quanti hanno lasciato le case. Nella diocesi di Nuoro tra i paesi più colpiti risultano Torpé, Galtellì, Oliena, Bitti e Posada, mentre, nella diocesi di Ales-Terralba, Uras e San Gavino. Caritas Italiana resta in “costante collegamento con le Caritas locali e mette a disposizione 100.000 euro per i primi interventi in favore della popolazione colpita”.

14.34. “Abbiamo deciso lo stanziamento immediato di 20 milioni di euro per l’emergenza”. Così il premier Enrico Letta al termine della riunione del Consiglio dei ministri che ha deciso la dichiarazione di stato d’emergenza in Sardegna. Il premier ha definito la situazione “un dramma di proporzioni incredibili, una tragedia nazionale. Ora la priorità è il salvataggio di vite e l’assistenza alle popolazioni sfollate, purtroppo si tratta di tante persone ed anche i morti sono saliti ad un numero drammatico”.

13.50. Si chiama Martina Feick, la giovane tedesca che ieri sera ha salvato la vita ad un’anziana vicina di casa. Per gli abitanti del quartiere S.Antonio, la ragazza, che vive qui da sette anni, è l’eroina del giorno. Tutti si avvicinano per ringraziarla e farle i complimenti per il suo coraggio. “E’ successo tutto intorno alle 18 – racconta Martina all’ANSA – mi sono vestita e sono uscita di corsa per aiutare i miei vicini. L’acqua era alta, arrivava fino al cancello, sono riuscita a traversare la strada, saltare il cancello ed entrare in casa della signora Biddau. In quel momento era da sola, con il suo cane – continua la giovane tedesca – l’ho presa in braccio e l’ho portata dentro casa mia. Poi ho preso anche il cane. Più tardi è arrivata la figlia e sono restati tutti a dormire a casa mia. Anche noi abbiamo subito gravi danni – conclude Martina – l’auto è distrutta, il garage allagato da un mare di fango, è stata una tragedia che ha sorpreso tutto il quartiere, non siamo stati avvertiti. Siamo senza luce, senza acqua e senza telefono, isolati, ma nessuno è venuto ad avvisarci prima che il fiume straripasse”.

13.30. “Il sistema di allertamento nazionale ha fatto il suo dovere”. Lo ha detto ad Olbia il capo della Protezione civile, Franco Gabrielli, aggiungendo che sono infondate le accuse di ritardi nell’allerta e che quello di ieri è stato “un evento eccezionale”. “Chi ha lanciato false accuse ne risponderà”, ha aggiunto. “Come al solito, troppi parlano di cose che non conoscono”. Lo dice il capo della Protezione Civile Franco Gabrielli rispondendo a chi ha criticato la macchina dei soccorsi. “Ma chi doveva intervenire nel territorio se non il territorio? Chi doveva esserci la cavalleria?” chiede Gabrielli sottolineando che “la prevenzione senza la pianificazione è poca cosa”. Ed inoltre aggiunge, è fondamentale “l’atteggiamento dei cittadini, che sono i primi attori di protezione civile”

13:14. Sarebbe salito a 18 il numero delle vittime accertate. A breve aggiornamenti

13.13. Non ha esitato a sfidare la furia dell’acqua per attraversare la strada a nuoto e salvare la dirimpettaia, un’anziana che rischiava di morire annegata nella sua casa a Olbia. Protagonista una giovane tedesca che ieri sera intorno alle 18 ha salvato la vita all’anziana e al suo cane, portandoli al riparo nella sua casa, dove l’anziana, poi raggiunta dalla figlia, ha trascorso la notte. Nella stessa via salvata anche un’anziana disabile costretta a letto, grazie all’intervento di un vicino all’una di notte.

13.07. È tanta la disperazione degli abitanti di Olbia colpiti dalla alluvione. Mentre tentano di salvare il salvabile in una marea di fango che ha invaso le case del quartiere di Sant’Antonio, si sfogano: “Nessuno ci ha avvisato – accusa una insegnante – non si era mai vista tanta acqua a Olbia, ma se questa è una zona a rischio perché nessuno ci ha avvisato? Dovevano dirci da ieri di non uscire di casa. Io ero a scuola quando è successo il disastro e non potevo tornare a casa. Ora abbiamo perso tutto, chi paga i danni?”.

12.54. “Anche stavolta gli imprenditori delle strutture ricettive della Sardegna hanno dato prova di una grande sensibilità accogliendo gli sfollati per l’alluvione, ancor prima che arrivasse la richiesta dalle Questure, dai Comuni e dalla Protezione Civile. Una disponibilità immediata che ha permesso di aiutare centinaia di persone che hanno potuto contare su un pasto caldo e su un tetto sicuro in cui alloggiare per la notte”. Così il presidente regionale di Confcommercio Sardegna, Agostino Cicalò, in merito al supporto dato dagli albergatori e gestori di strutture ricettive alle popolazioni colpite dal ciclone Cleopatra. “In attesa di conoscere la situazione definitiva e le indicazione sia del governo nazionale che di quello regionale – ha aggiunto Cicalò – Confcommercio è pronta a dare il suo contributo, attraverso la sua rete di associati, a sostegno delle località colpite dall’alluvione”.

12.40. Nel nuovo quartiere residenziale, vicino all’ospedale di Olbia, il giorno dopo l’alluvione la macchina dei soccorsi lavora a ritmo incessante. “Non avevamo né luce né telefoni e non sapevamo cosa stesse accadendo – racconta una donna che ha vissuto momenti di panico ieri sera a Olbia – all’improvviso abbiamo visto un’ondata arrivare verso le nostre case, sembrava un oceano di mare, ha spazzato via tutto trascinando via le nostre auto. Per fortuna siamo riusciti a metterci in salvo salendo ai piani alti della palazzina”.

12.23. In Sardegna 306 comuni (l’81% del totale) hanno porzioni del proprio territorio ad elevato rischio idrogeologico per frane ed alluvioni. È quanto rileva la Coldiretti. “Una situazione rappresentativa dell’intera situazione nazionale dove si moltiplicano gli eventi estremi e catastrofici per effetto dei cambiamenti climatici tanto che – sottolinea la Coldiretti – sono 6.633 i comuni italiani in cui sono presenti aree a rischio idrogeologico, l’82% del totale. A questa situazione non è certamente estraneo il fatto che sono praticamente dimezzati gli agricoltori nelle aree marginali che se ne prendono cura negli ultimi 30 anni, durante i quali in Italia tre milioni di ettari di terreno coltivato, pari alla superficie della regione Sicilia e Val d’Aosta assieme, sono stati abbandonati in montagna e collina o cementificati in pianura. Più di un milione di agricoltori è stato costretto ad abbandonare le campagne nell’ultimo trentennio per la mancanza di concrete opportunità economiche e sociali sulle quali occorre prioritariamente intervenire se si vuole realizzare una reale opera di prevenzione in una situazione in cui si aggrava la crisi economica”.

12.21. “Ho appena autorizzato l’invio di un nutrito contingente della nostra Protezione Civile in Sardegna: il Piemonte è vicino al popolo sardo in questo momento di lutto e di dolore”. Lo rende noto, su Facebook, il governatore piemontese, Roberto Cota. “L’assessore regionale alla Protezione Civile, Roberto Ravello, e i vertici della Protezione Civile regionale – aggiunge – sono al lavoro per cercare di soddisfare tutte le richieste che ci stanno giungendo da varie parti dell’isola”.

12.20. Sedici è il numero accertato delle vittime dell’alluvione in Sardegna secondo l’ultimo bilancio della Protezione civile regionale, ma si teme per i due dispersi di Onanì e Torpè, nel nuorese. Nel primo caso, stando alle testimonianze raccolte dai soccorritori, una persona è stata vista mentre veniva trascinata via dalla corrente. A Torpè, invece, non si riesce a rintracciare una anziana. La donna sarebbe rimasta bloccata nella casa allegata.

12.18. Non risultano criticità per la diga di Torpè, in provincia di Nuoro, che aveva destato diverse preoccupazioni per via dei lavori di manutenzione straordinaria in corso. Le verifiche condotte dai tecnici del servizio dighe territoriale hanno infatti accertato che le strutture della diga hanno retto all’enorme portata d’acqua, che in alcuni momenti ha raggiunto i tremila metri cubi al secondo in uscita. Nessun problema anche per la diga di Cumbidanovo, sul fiume Cedrino, sempre in provincia di Nuoro: le verifiche tecniche, anche in questo caso, non hanno evidenziato criticità.

11.49. Il sindaco di Tempio Pausania, Romeo Frediani, ha reso noti i nomi delle vittime del crollo del terrapieno sulla provinciale 38 tra Olbia e Tempio. Si tratta di Bruno Fiore, 68 anni, originario di Budduso’, della moglie Sebastiana Brundu, di 61, di Luras, e della consuocera Maria Loriga, di 54. La famiglia Fiore è molto conosciuta in città: per decenni ha gestito alcune cave nella zona. “Tempio non ha subito i danni immani di Olbia, ma anche noi piangiamo la perdita di tre nostri compaesani”, ha detto il sindaco.

Ore 10.59. Il sindaco di Olbia, Gianni Giovannelli, ha comunicato i primi sette nomi delle nove vittime che si contate in città. Si tratta di Anna Ragnedda, 83 anni, originaria di Arzachena; Francesco Mazzoccu, 37 anni di Olbia; Patrizia Corona, 42 anni di Olbia; Morgana Giagoni, olbiese di 12 anni; Bruno Fiore, 68 anni originario di Buddusò; Sebastiana Brundu, 61 anni,originaria di Ozieri; Maria Loriga, 54 anni, originaria di Luras.

Ore 10:46. Sono due i dispersi al momento accertati dalla Protezione civile regionale. Non si riesce a rintracciare due persone, una a Torpè e una a Onanì, nel nuorese. La macchina dei soccorsi è impegnata nelle ricerche con la speranza di trovarli vivi.

Ore 10.10. E’ un agricoltore la persona dispersa a Bitti: lo ha dichiarato il capo della Protezione Civile, Franco Gabrielli. I morti accertati sono invece 16, di cui 13 in Gallura. Nel dettaglio: solo a Olbia le vittime sono 9, tra cui un bambino di 4 anni, sei donne e due uomini. C’è poi la famiglia brasiliana sterminata dalla tempesta d’acqua ad Arzachena: insieme ai genitori hanno perso la vita i due figli, un maschio e una femmina, rispettivamente di 20 e 16 anni. Il conto deve morti arriva a 16 col poliziotto deceduto sulla strada tra Oliena e Dorgali, mentre era in servizio. A Torpè, sempre nel Nuorese, ha perso la vita una disabile. Un’altra donna, che poi è stata la prima vittima dell’alluvione, è morta a Uras.

Ore 9,57.  Il premier Enrico letta ha definito “tragedia nazionale” l’alluvione in Sardegna. “Abbiamo deciso – ha detto – di fare subito il Consiglio dei ministri per dichiarare lo stato di emergenza, che consente di avere immediatamente regole per interventi più rapidi e di individuare un primo ammontare di risorse per le primissime emergenze emerse stanotte”.

Ore 9,51. Il presidente della Regione, Ugo Cappellacci, ha convocato per questa mattina una Giunta straordinaria, parallelamente alla riunione del Consiglio dei ministri prevista tra pochissimi minuti per riconoscere alla Sardegna lo stato di emergenza. Cappellacci, che dalla tarda serata di ieri era in Gallura, si sta spostando a Nuoro.

Ore 9,37. Sono parole durissime quelle dette poco fa da Franco Gabrielli, il capo della Protezione Civile arrivato a Olbia per gestire l’alluvione che solo in Gallura ha fatto contare 13 vittime, per un totale di 16 in tutta la Sardegna. Ma il bilancio sembra destinato a salire ancora. <E’ intollerabile – ha sottolineato Gabrielli – che in un Paese civile si registri un numero così alto di morti ogni volta che piove. I danni si riparano, ma le vite umane non si recuperano. E’ da troppo tempo che giro l’Italia a contare i morti>.

Ore 9,28. La Protezione Civile ha confermato i 13 morti in Gallura che porta a 16, stando a questo primo bilancio ufficiale della giornata, la conta delle vittime in Sardegna. C’è anche un disperso a Bitti.

Ore 9.14. Nell’aula consiliare di Olbia è stato allestito il Centro Coordinamento Soccorso (Ccs), ovvero una regia unica per gestire l’alluvione. A capo del Ccs c’è Franco Gabrielli, il numero uno della Protezione civile nazionale. Alle 15, intanto, sbarcherà a Olbia Mario Mauro, il ministro della Difesa che raggiungerà Gabrielli nella sala consiliare.

Ore 9.04. Una donna sarebbe annegata in un canale nella zona Bandinu, il quartiere che si estende tra il Tribunale e lo stadio Bruno Nespoli. Solo a Olbia i morti diventano 9, il che vuol dire tredici in Gallura e diciotto in tutta la Sardegna.

Ore 8.45. I vigili del fuoco hanno recuperato il corpo di un bambino di 4 anni disperso insieme al padre dopo il crollo del terrapieno a Raica, una frazione di Olbia lungo la statale 127, la vecchia strada per Tempio che porta a Telti. Nella tarda serata di ieri si era diffusa la notizia che i due erano stati recuperati sani e salvi. Invece Olbia conta altri due morti che fanno salire a otto il numero delle vittime. Sulla morte del padre e del bambino si attende comunque l’ufficialità da parte della Protezione Civile. Si aggiunga la famiglia sterminata ad Arzachena, con padre, madre e due figli. Solo in Gallura, a questo punto, il maltempo ha ucciso 12 persone. Ci sono poi il poliziotto morto nella strada tra Oliena e Dorgali e le quattro vittime di Torpè. C’è anche la donna morta a Uras, la prima vittima del maltempo. A questo punto, stando a un primissima ricostruzione, i morti dovrebbero essere 18. Ma si attendono dati ufficiali aggiornati. Perché finora si è parlato di 14 vittime accertate.

Ore 8.27. E’ stato convocato per le 10, in seduta straordinaria, il Consiglio dei ministri per fare il tempo sullo stato di emergenza in Sardegna.

Ore 8.18. Sono stati resi noti i nomi di quasi tutta la famiglia brasiliana morta nella propria casa di Arzachena, sommersa da tre metri d’acqua. A perdere la vita sono stati padre, madre e due figli. L’uomo si chiamava Isael Passoni, 42 anni. Con lui i figli Weriston, di 20, e Laine Kellen, di 16. Non si conosce ancora il nome della donna. La famiglia viveva in un seminterrato all’ingresso della cittadina, nella località di Mulinu Vecchiu.

Ore 8,05. E’ la Gallura dal maltempo: a Telti, un piccolo Comune a 14 chilometri a ovest di Olbia, ci sarebbe un disperso. I morti accertati sono invece 10. A cominciare dall’anziana morta nella sua casa di via Lazio, a Olbia. Sempre in città ci sono poi madre e figlia travolte dalla furia dell’acqua in via Cina, nel quartiere di Tannaule, mentre viaggiavano a bordo di una Smart. A poco distanza in località Monte Pino la statale 127 (è sempre l’uscita ovest di Olbia), tre persone hanno perso la vita nel crollo di un ponte che percorrevano a bordo di un fuoristrada Pajero. Poi i quattro corpi della famiglia brasiliana recuperati ad Arzachena. A questo punto il bilancio potrebbe essere arrivato a 15, con i quattro morti di Torpè più il poliziotto che ha perso la vita nella strada tra Oliena e Dorgali. Ma si attende la conta ufficiale.

Ore 7,59. L’aereo con a bordo Franco Gabrielli, il capo della Protezione Civile, dovrebbe atterrare in questi minuti all’aeroporto Costa Smeralda di Olbia.

Ore 7.40. Ad Arzachena i vigili del fuoco hanno recuperato i corpi della famiglia brasiliana dispersa: dalle prime informazioni sembra che le vittime addirittura quattro e non tre. Due dovrebbero essere bambini. La famiglia è stata sommersa e travolta dall’acqua in via Cina mentre viaggiavano a bordo di una Smart, in via Cina, nel quartiere di Tannaule. Ancora: col crollo di un ponte hanno perso la vita a in uno scantinato.

Ore 7.27. Sarebbero addirittura 14 i morti per il momento. Quest’ultimo aggiornamento lo ha dato il presidente della Regione Ugo Cappellacci intervistato da Sky Tg24. Ma non si conoscono altri dettagli, nemmeno dove si siano contate queste altre due vittime.

Ore 7.18. Sono 12, al momento, le vittime del maltempo che si è abbattuto sulla Sardegna. Il bilancio è salito ancora dopo una notte d’inferno per la Sardegna. Le ultime tre vittime si sono contate ancora a Tropè, uno dei paesi più colpiti dal maltempo.

LA CRONACA – Oltre a Vannina Figus, 64 anni, trovata morta nello scantinato allagato della sua abitazione a Uras, hanno perso la vita anche le due donne di Olbia date per disperse nel tardo pomeriggio. L’auto sulla quale viaggiavano, una Smart, è stata trascinata dalla corrente in via Cina e subito sommersa dall’acqua. Si tratta di madre e figlia. Sono rimaste intrappolate all’interno dell’abitacolo, forse bloccate dalle cinture.

Un’anziana donna, sempre a Olbia, è morta nella sua abitazione, in via Lazio, allagata dopo il passaggio della tempesta.

Ancora in Gallura, un uomo, la moglie e la suocera sono morti in seguito al crollo di un ponte che stavano percorrendo su un fuoristrada Pajero, sulla strada Olbia-Tempio, in località Monte Pino. Le squadre dei soccorritori sono riusciti inoltre a soccorrere tre feriti. Sul posto si è  creata una voragine di 50 metri di larghezza per 50 di profondità. L’intervento nel cratere è quindi estremamente pericoloso anche per la mancanza di compattezza della terra attorno.

L’ottava vittima è un  poliziotto, l’assistente capo Luca Tanzi, che percorreva insieme ad altri tre colleghi (ricoverati in prognosi riservata) la strada che collega Oliena e Dorgali. L’incidente è accaduto subito dopo il bivio per Su Gologone, mentre transitavano sul ponte Corcodde, che è crollato. I vigili del fuoco hanno soccorso i quattro agenti ma per uno di loro non c’è stato niente da fare. L’uomo, 4o anni, lascia moglie e due figli. I quattro poliziotti stavano facendo da apripista ad un’ambulanza che trasportava un uomo ferito.

A Torpè ci sono quattro morti, per via del rio Posada che ha esondato, allagando la parte bassa del paese. Al momento si conosce solo il nome della disabile morta, Giuseppina Francu, costretta sulla sedia a rotelle. Quando la tempesta si è abbattuta sul paese, era sola in casa. Sulle altre tre vittime non è stata ancora resa nota l’identità.

Numeri i disagi e incidenti a Olbia, tanto che la giunta comunale ha richiesto l’intervento dell’Esercito. Secondo le prime, frammentarie notizie, un gruppo di militari si sta muovendo da Macomer per raggiungere Olbia.  In città ci sarebbero una trentina di strade non percorribili. 

Nella capoluogo gallurese la situazione è grave. Un’auto è stata portata via dalla furia dell’acqua, nei pressi del nuovo ospedale civile, ma non ci sarebbero feriti. L’assessore comunale della Protezione civile, Ivana Russu, invita la popolazione a stare a casa, soprattutto nei piani superiori delle abitazioni. Isolate le borgate di Raica e Putzolu, nel Comune di Olbia. Nella scuola elementare di Maria Rocca, allagata, la protezione civile è intervenuta nel primo pomeriggio per far uscire gli alunni da un ingresso secondario. Nel quartiere Baratta, in via Molara l’acqua ha raggiunto il metro di altezza e numerose automobili sono state trascinate via.

A causa delle numerose chiamate, nella zona di Olbia il 115 è in tilt. Ecco i numeri alternativi: 0789/69502, 0789/52020 e 366/6617681.

OLBIA, via Verdi. (Immagini dal profilo Facebook di Gesuina Napolano)

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