Covid, la Sardegna torna in zona gialla: allentati i divieti, ecco le nuove regole

La Sardegna è tornata in zona gialla. Con la promozione si allentano le restrizioni. In questo articolo vi proponiamo tutte le nuove regole che vanno rispettate, così come figurano sul sito del Governo, nella sezione dedicata alle Faq. Per facilitare la lettura, le dividiamo per argomento.

SPOSTAMENTI. Non ci sono limiti di orario né di mobilità verso tutto il territorio nazionale, se lo spostamento avviene per comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute. Se invece si si sposta per qualsiasi altra ragione, è consentito muoversi solo dalle 5 alle 22, poi scatta il coprifuoco. Questa fascia oraria va rispettata anche da coloro che hanno la certificazione verde Codi-19, ovvero hanno completato la vaccinazione con le due dosi. È sempre consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione.

DA PARENTI E AMICI. A chi si trova in zona gialla è consentito andare a trovare familiari e conoscenti sempre dalle 5 alle 22, in un massimo di 4 persone. Ciò è permesso sempre dalle 5 alle 22. Restano valide, indipendentemente dalla località di destinazione, le norme di prevenzione del contagio relative all’utilizzo di mezzi di trasporto pubblici e privati, che prevedono di viaggiare nella stessa auto in tre, se non convivente, con i due passeggerri seduti dietro. Le famiglie e in generale i conviventi possono muoversi in auto in quattro.

BAR E RISTORANTI. La zona gialla permette il ritorno dei tavolini fuori dai locali. È proprio questa la condizione legata alla riapertura al pubblico del settore della ristorazione che nella fascia rossa e arancione può lavorare solo con l’asporto. Sino al 30 maggio i bar e i ristoranti che ricadono nelle regioni e nelle province in zona gialla possono far sedere i clienti e servirli negli spazi all’aperto. Dal primo giugno, invece, il servizio di ristorazione è consentito negli spazi chiusi dalle 5 della mattina alle 18. I tavoli, in entrambi i casi, devono essere di quattro persone al massimo se si tratta di non conviventi. Oltre le 22 tutti casa, perché scatta il coprifuoco.

CENTRI COMMERCIALI E NEGOZI. Non sono previste limitazioni alle categorie di beni vendibili. Nelle giornate festive e prefestive sono chiusi gli esercizi commerciali presenti all’interno dei centri commerciali e dei mercati, ad eccezione delle farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, lavanderie e tintorie, punti vendita di generi alimentari, di prodotti agricoli e florovivaistici, tabacchi, edicole e librerie. Le attività commerciali al dettaglio si svolgono comunque a condizione che sia assicurato, oltre alla distanza interpersonale di almeno un metro, che gli ingressi avvengano in modo dilazionato e che venga impedito di sostare all’interno dei locali più del tempo necessario all’acquisto dei beni. Inoltre, le attività aperte devono rispettare i protocolli o le linee guida idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in ambiti analoghi. Fra queste misure vi è il mantenimento, in tutte le attività, del distanziamento interpersonale, la pulizia e l’igiene ambientale almeno due volte al giorno e in funzione dell’orario di apertura, nonché la garanzia di adeguata aereazione naturale e ricambio d’aria.

MUSEI E LUOGHI DI CULTURA. “Il servizio di apertura al pubblico è assicurato dal lunedì al venerdì, con modalità di fruizione contingentata nel rispetto delle misure anti-Covid”, è scritto sul sito del Governo. “Il sabato e i giorni festivi” le strutture culturali possono comunque lavorare, a patto che “l’ingresso sia stato prenotato online o telefonicamente con almeno un giorno di anticipo, sempre con modalità di fruizione contingentata nel rispetto delle misure anti-Covid”. Alle stesse condizioni sono aperte al pubblico anche le mostre. Questo perché nel fine settimane è prevedibile un maggior numero di presenze.

TEATRI E CONCERTI. Con la zona gialla gli spettacoli sono consentiti: devono essere prfevisti però posti a secdere in modo da garantire il distanziamento sociale di almeno un metro tra persone non conviventi. Inoltre, “la capienza consentita non può essere superiore al 50 per cento di quella massima autorizzata e il numero massimo di spettatori non può comunque essere superiore a 1.000 per gli spettacoli all’aperto e a 500 per gli spettacoli in luoghi chiusi, per ogni singola sala”, si legge ancora sul sito di Palazzo Chigi.

SPORT DILETTANTISTICO. Non ci sono limiti per l’attività motoria e quella sportiva che può essere svolta anche fuori dal proprio Comune. Se in zona arancione e rossa lo sconfinamento è permesso solo quando si corre e si è in bici, con la zona gialla si può raggiungere con un altro mezzo una località diversa dalla propria residenza (e/o domicilio) solo per fare attività fisica. Bisogna comunque rispettare il distanziamento interpersonale, nel caso in cui si è in gruppo.

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