Condanne per 25 milioni in Sardegna, rinnovabili e assenteisti nel mirino

Nel corso del 2019 sono state ottenute condanne dalla Sezione giurisdizionale della Corte dei Conti della Sardegna per circa 25 milioni di euro. È quanto emerge dalle relazioni della presidente Angela Silvestri e della procuratrice regionale Antonietta Bussi, che sarebbero dovute essere illustrate nella cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario 2020, in programma ai primi di marzo, ma rinviata a causa dell’emergenza coronavirus. I report sono stati quindi pubblicati nel portale nazionale della Corte dei Conti. “Particolare attenzione è stata dedicata alle ingenti agevolazioni concesse nell’ambito della cosiddetta green economy – spiega la procuratrice – un settore fortemente attrattivo per l’Isola, anche per investitori d’oltremare e stranieri per i notevoli interessi finanziari che lo caratterizzano”.

In linea con i risultati conseguiti dalla Direzione investigativa antimafia di Cagliari, i magistrati erariali lo scorso anno si sono concentrati in modo particolare sui finanziamenti per le energie rinnovabili, con specifico riferimento agli impianti per la produzione dell’energia eolica. E sempre nell’ambito delle rinnovabili, questa volta per serre fotovoltaiche, viene segnalata nelle relazioni una sentenza nei confronti di un’azienda agricola che invece di fatturare con l’agricoltura si era messa a produrre energia: dovrà restituire oltre 22 milioni di euro alla società pubblica gestore dei servizi energetici.

Gli investigatori della Corte dei Conti si sono poi occupati del fenomeno dell’illecito utilizzo di videopoker nei circoli privati, ma ci sono state anche varie indagini legate ad assenze ingiustificate, i cosiddetti “furbetti del cartellino”. Molti, infine, i procedimenti aperti in materia sanitaria. “Fenomeni quali la corruzione, nelle sue più ampie accezioni – conclude la procuratrice Bussi – le frodi, i danni ambientali, l’evasione fiscale, taluni ‘costi’ della politica, gli sprechi negli appalti, nella sanità, nella miriade di società pubbliche, diffuse in tutti i livelli territoriali, toccano direttamente gli interessi della collettività, sia perché incidono sulle risorse erariali, così sottratte alle loro ‘missioni’, sia perché ingenerano una generalizzata sfiducia e disaffezione verso le istituzioni“.

Dal punto di vista numerico, nell’anno passato la Sezione giurisdizionale ha sfornato 396 sentenze: 43 giudizi di responsabilità, 7 di conto, 2 a istanza di parte, 344 in materia pensionistica. “La produttività della Sezione, limitata dalle scarse forze a disposizione, anche nell’ambito del personale amministrativo addetto alla revisione dei conti – chiarisce la presidente Angela Silvestri – si è comunque notevolmente incrementata rispetto a quella del 2018, anche considerato che molti decreti di discarico sono stati emessi a seguito di istruttoria svolta dal magistrato relatore”.

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