C’erano una volta Mangiabarche e la Conservatoria. Ora regna il degrado

“Questo è quello che accaduto in seguito all’abbandono della zona di conservazione costiera di Mangiabarche, un tempo oggetto di un importante progetto di tutela della Conservatoria delle coste. La scelta politica di commissariare l’agenzia (dal giugno del 2014, ndr) senza trovare una soluzione alternativa ha portato al progressivo degrado di tutti i siti da essa gestiti”. Lo scrive su facebook l’ex direttore esecutivo della Conservatoria Alessio Satta, a corredo di una fotografia che mostra il degrado nella struttura che sorge poco lontano da Calasetta, sull’isola di Sant’Antioco e che nel 2010 entrò a far parte dei beni dell’agenzia, quindi fu bonificata da ordigni bellici, rifiuti e amianto e la vegetazione ripristinata. Tra i primi progetti realizzati, come ricorda Satta, la Mangiabarche Gallery, una sorta di museo a cielo aperto dedicato soprattutto all’arte contemporanea. Oggi, quell’iniziativa è solo un ricordo sbiadito.

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“La foto che vedete – scrive Satta – è una carta geopolitica del mondo prima della seconda guerra mondiale disegnata da un militare di stanza presso la batteria Mangiabarche alla fine degli anni ’40. Nel 2012 la Conservatoria delle coste iniziò un ambizioso progetto di recupero e conservazione, diretto da Giuliana Fenu, che purtroppo in questi anni di mancanza di gestione del sito è finito nel peggiore dei modi: distrutto definitivamente da un atto vandalico”.

 

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