Un’azienda – la Sept Italia – che ne acquisisce un’altra – la “Simeone Srl – sovraccarica di debiti. Col risultato di esserne travolta e di fallire. Tra i registi di quell’operazione finanziaria, avvenuta nel 2001, c’era anche l’attuale governatore dell’Isola Ugo Cappellacci che nella Sept aveva il ruolo di consigliere delegato e che per questa ragione è accusato di bancarotta fraudolenta per dissipazione. Ieri Cappellacci, interrogato dal Pm Giangiacomo Pilia, ha respinto le accuse.
L’interrogatorio si sarebbe dovuto tenere un mese e mezzo fa, il 4 dicembre, ma Cappellacci d’accordo col suo legale, l’avvocato Guido Manca Bitti, decise di non presentarsi. “Prima – fu la spiegazione – vogliamo vedere tutte le carte del processo”. Cosa che nel frattempo è avvenuta.
La tesi difensiva di Cappellacci è che l’acquisizione da parte della Sept della “Simeone Srl” era l’unico modo di evitare che la “Simeone srl”, una società edile nei confronti della quale la Sept aveva un credito di circa 850mila euro, fallisse. Se ciò fosse avvenuto qualunque speranza di recuperare la somma sarebbe sfumata. Nè si poteva prevedere che comunque la “Simeone Srl” – in seguito a una gestione dissennata che alla fine dello scorso anno ha determinato l’arresto del suo titolare, l’ex sindaco di Carloforte Marco Simeone – nel 2010 avrebbe portato i libri in tribunale.