Cagliari, sigilli ai chioschi del Poetto. Concessioni a rischio

La proposta di legge per salvare i baretti del Poetto sarà esaminata in Consiglio regionale martedì 9 aprile, intanto però questa mattina sul litorale sono entrati in azione gli uomini della Capitaneria di porto che hanno messo i sigilli ai chioschetti. Il blitz è scattato verso le 9.

Secondo quanto riporta l’agenzia di stampa Ansa, la Procura di Cagliari avrebbe disposto il sequestro preventivo delle strutture per gli accertamenti su presunte violazioni urbanistiche. Non c’è pace, dunque, per la spiaggia di Cagliari, in questi giorni di nuovo oggetto di lavori di rimozione dell‘eternit presente sulla sabbia e alla prese con la tormentata vicenda dei baretti. La classe politica è al lavoro per salvare almeno la stagione estiva: la soluzione normativa trovata proroga l’autorizzazione per le strutture temporanee dal 31 ottobre 2012 e per tutto il 2013, nelle more dell’approvazione del Piano di utilizzo del litorale da parte della Regione, dopo che è stato già adottato dal Consiglio comunale.

L’ordinanza di sequestro preventivo. “La permanenza temporanea dei chioschi bar in questione è stata perciò riferita alla sola stagione balneare”. E’ lapidaria l’ordinanza di sequestro preventivo dei baretti del Poetto, firmata dal Gip del Tribunale, Cristina Ornano, notificata ai titolari delle concessioni dagli uomini della Capitaneria che hanno messo i sigilli ai chioschi. Trentadue pagine fitte di richiami alla giurisprudenza e alle recenti sentenze del Consiglio di Stato che diventano un macigno sulle possibilità di trovare una via alternativa alla demolizione.

Licenze a rischio. Senza il piano di utilizzo del litorale, insomma, sono autorizzate solo concessioni “a tempo” e non demolirle significa creare manufatti abusivi che occupano illegittimamente l’area demaniale. “L’occupazione – si legge nel decreto del giudice – sulla base di una autorizzazione stagionale, del suolo demaniale marittimo protrattasi oltre il termine della stagione balneare, integra il reato”. La natura pluriennale della concessione, dunque, esonera i titolari dalla richiesta annuale, ma non esclude “l’obbligo di rimuovere quanto collocato al termine del periodo di utilizzo previsto”. Il sequestro e l’eventuale demolizione dei chioschetti, per quanto pesanti, potrebbero però non essere le conseguenze più gravi per i titolari delle attività, indagati dalla Procura. Il rischio – dalle indiscrezioni che trapelano – è quello che se venisse accertata la reiterazione del reato potrebbero arrivare a perdere il diritto alla concessione già ottenuta.

Il sindaco Zedda. “Quello che è successo oggi è stata la nostra preoccupazione in tutti questi mesi. Rispettiamo, come sempre, l’operato della magistratura  ma contemporaneamente confermiamo il massimo impegno da parte dell’amministrazione comunale nella ricerca di una soluzione che soddisfi sia le regole di governo del territorio e di tutela dell’ambiente sia la possibilità di realizzare impresa al Poetto: anche e soprattutto perché occorre trovare una via in grado di garantire le esigenze dei cittadini e dei turisti che hanno il diritto di godere di tutti quei servizi che rendono la nostra spiaggia utilizzabile tutto l’anno”.

Ecologisti. “E’ necessario recuperare la legalitaà e occorre gestire in modo corretto e sostenibile dal punto di vista ambientale della spiaggia del Poetto, autentico “pezzo” dell’identità cagliaritana”. E’ la posizione dell’associazione ecologista Gruppo di intervento giuridico che, in una nota, ricostruisce la storia dei “baretti” oggi posti sotto sequestro su ordine della magistratura che indaga sugli abusi edilizi sul lungomare del capoluogo. I chioschi – ricordano gli ecologisti – sono sorti, con autorizzazioni provvisorie e stagionali, nel 1987. E alla fine della stagione estiva 1987 dovevano esser smontati.

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