A Cagliari una piazza per Galep, il primo disegnatore di Tex Willer

Nemo propheta in patria, dicevano i latini, una locuzione che non si è mai applicata al creatore grafico di Tex Willer. Quell’Aurelio Galleppini che da iglesiente e cagliaritano adottivo ha invece sempre goduto di una grande fama in terra sarda e che finalmente, grazie alla proposta presentata da un gran numero di consiglieri comunali (Filippo Petrucci, Guido Portoghese, Piergiorgio Meloni, Gennaro Fuoco, Matteo Lecis Cocco Ortu, Pierluigi Mannino, Anselmo Piras e Marco Murgia) ottiene un degno e duraturo riconoscimento dalla sua città.

I consiglieri, che chiedevano al sindaco e alla Giunta comunale di voler intitolare una strada o un altro spazio pubblico a Galep per onorarne la memoria, hanno ottenuto a fine aprile di poter intitolare addirittura una piazza al grande artista. Il Comune ha individuato il posto adatto nel quartiere Europeo, a ridosso di Viale Marconi, in un’area incassata tra le vie Spanedda, Lagrange e Marconi. Un giusto riconoscimento, questa piazza, tributato da una città che non ha mai dimenticato gli anni che l’artista vi ha trascorso insegnando nel dopoguerra, ma anche realizzando cartelloni pubblicitari,  e soprattutto le numerose, splendide opere pittoriche inserite da qualche anno tra i beni storico artistici di interesse culturale.

LA MAPPA

mappa piazza Galep

Non è difficile anche per un occhio non allenato, distinguere tra le figure delle sue opere in città (ricordiamo quelle realizzate e custodite nella Cappella delle suore Vincenziane oppure le due tele della chiesa di Santa Lucia), tratti, stilemi e volti che poi diventano parte delle sue opere fumettistiche, dal Cristo con le fattezze di un Kit Carson ancora da venire, alla composizione della scena.

Un amore che negli anni si è manifestato con mostre e convegni a lui dedicati (“Galep, i tesori artistici tra sacro e profano” e “Tex passò prima in Sardegna”) e che l’artista ha sempre ricambiato, orgoglioso del suo essere cagliaritano, spesso manifestato a quanti lo conoscevano e frequentavano. E che, con un voto unanime, un Consiglio Comunale attento, ha finalmente suggellato e reso manifesto agli occhi di tutti.

Christian M. Scalas

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