Cagliari, la Procura: “Delinquenti sardi affiliati alla ‘ndrangheta”

“Ho avuto notizia, si tratta di una voce confidenziale, che ci sia stata affiliazione a Buoncammino di delinquenti sardi effettuata da parte di noti esponenti della ‘ndrangheta“. Lo ha detto il procuratore generale di Cagliari, Mauro Mura, durante il convegno della Coldiretti “Anche la Sardegna è terra di agromafie?”, parlando in generale della possibilità di infiltrazione della criminalità organizzata in Sardegna anche alla luce dell’imminente arrivo di detenuti nell’isola per il 41 bis. “È un tema – ha spiegato il magistrato parlando in generale del rapporto tra mafie e isola – che sicuramente ci angoscia. La Sardegna è caratterizzata dal non avere una struttura stabile del crimine. Tuttavia – ha aggiunto Mura – ci sono segnali non trascurabili di evoluzione del crimine in Sardegna: un recente episodio mi ha fatto riflettere su una stretta correlazione tra criminalità del centro Sardegna e della camorra. Un altro dato. A Cagliari il quartiere di Sant’Elia denota delle caratteristiche preoccupanti: un’organizzazione diffusa per favorire l’impunità di che vende droga e l’anonimato di chi acquista”.

Durante il convegno Mura ha parlato anche di  infiltrazione della criminalità organizzata nel settore delle fonti rinnovabili di energia nelle campagne sarde. “Subiamo le agromafie – ha spiegato Mura – ci sono una serie di eventi sui quali noi stiamo lavorando sul tema delle fonti rinnovabili di energia. Non c’è dubbio che questa novità debba essere salutata teoricamente con favore. Però abbiamo idea che in questo settore la criminalità organizzata si sta muovendo: esistono delle indagini. Ci sono campagne che vengono sottratte alla loro destinazione agricole e utilizzate per il fotovoltaico. In alcuni casi a distanza da quattro o cinque anni in queste terre non si è visto nulla che abbia parentela con il prodotto agricolo. Non abbiamo elementi per dire che il dominus sia la criminalità organizzata. Però il rischio è alto”. Attenzione anche ad un altro settore: “Sullo smaltimento delle carcasse dei capi morti per lingua blu e peste suina va fatto un calcolo. Ci sono tre centri per l’incenerimento, ma sappiamo che larga parte di queste carcasse viene portata altrove. Per essere trasformata in farine e mangimi”. La soluzione? “Servono controlli – ha concluso Mura – ed è una situazione che deve portare a una riflessione anche il consiglio regionale”.

 

 

 

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