Barracciu dopo la sentenza: “Questo stesso Tribunale decise il governatore”

“Non dico che la sentenza sia politica, ma questo Tribunale mi ha fatto affrontare il processo da sola dopo aver deciso, nel 2013, chi doveva essere il presidente della Regione”. Francesca Barracciu (Pd) parla a pochissimi minuti dalla lettura del dispositivo con la quale oggi è stata condannata a quattro anni dalla Seconda sezione penale presieduta da Massimo Costantino Poddighe. L’ex sottosegretaria, ritenuta colpevole di peculato aggravato nell’ambito dell’inchiesta sui fondi ai gruppi del Consiglio regionale relativa alla XIII legislatura (2004-2009), si concede ai giornalisti per un minuto e mezzo quando è ancora in aula. “Io non sono complottista, non lo sono mai stata  – continua -, ma ci sono profili di dubitabilità importanti”, prosegue riferendosi al fatto che il suo fascicolo sia stato stralciato ad aprile 2014 da quello degli altri consiglieri del Pd finiti ugualmente sotto indagine (sul loro destino giudiziario deciderà il Gip il prossimo febbraio)

Giacca nera e pantaloni grigi, Francesca Barracciu si dice “scossa” per la sentenza. “Questi quattro anni (dall’avviso di garanzia ricevuto nell’autunno del 2013) – sottolinea – sono stati molto duri. Ho anche rinunciato alle cariche politiche e in Sardegna sono stata l’unica a farlo tra le persone raggiunge dall’accusa di peculato. Ma questa cosa mi ha rafforzato molto, sto facendo tesoro della mia esperienza e spero di essere diventata anche una persona migliore. Affronterò il secondo grado con altrettanta serenità potendo contare su una difesa da Nobel, rappresentata dall’avvocato Franco Luigi Satta, dopo la prima difesa che è stata a dir poco disgraziata (è il riferimento ai legali Carlo Federico Grosso e Giuseppe Macciotta). La sentenza di oggi, ripeto, è solo il primo tempo di una partita in tre tempi. Ricordo a tutti che il 30 settembre del 2013 mi sono addormentata alle due del mattino candidata governatrice della Sardegna e alle 8 del mattino del 1° ottobre 2013 avevo l’avviso di garanzia in casa. Non ho altro da aggiungere”.

Dopo la lettura del dispositivo ha rilasciato una dichiarazione ai giornalisti anche l’avvocato Satta annunciando il ricorso in appello, parso da subito scontato. Verrà depositato dopo il termine di novanta giorni in cui il Tribunale si riserva di depositare le motivazioni della sentenza. “Dall’accusa – ha detto il legale – non ho sentito una parola in diritto: questo è quello che accade a fare le cavie. Ora faremo appello”. Il peculato aggravato di cui la Barracciu è stata ritenuta responsabile viene conteggiato da novembre 2004, il periodo precedente è andato in prescrizione (la XIII legislatura cominciò a giugno di quell’anno).

Alessandra Carta
(@alessacart on Twitter)

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