Alluvione Olbia, le motivazioni della sentenza di assoluzione

“È stato fatto tutto ciò che era umanamente possibile”. Queste in estrema sintesi le motivazioni della sentenza con la quale i giudici del Tribunale di Tempio Pausania hanno assolto sindaci e funzionari dei Comuni di Olbia e Arzachena nel processo sui tragici fatti del 18 novembre 2013, quando il ciclone Cleopatra devastò la Gallura portandosi via 13 vite.

Le motivazioni depositate ieri sera sono ora al vaglio degli avvocati delle famiglie delle vittime. “È una sentenza totalmente inadeguata – è il primo commento a caldo di Giampaolo Murrighile, legale della famiglia della piccola Morgana Giagoni e della madre Patrizia Corona, morte nel canale di via Belgio -. Questa sentenza è inaccettabile dal punto di vista giuridico perchè non dà risposte al capo d’imputazione, ovvero la mancata allerta diramata nelle ore precedenti l’alluvione. E’ ovvio che nessuno avrebbe potuto evitare l’evento ma chi aveva ricevuto l’allerta della Protezione Civile aveva l’obbligo di attuare le procedure necessarie a mettere in sicurezza la popolazione, dando il via al Coc, il piano operativo comunale, bloccando al traffico le strade a rischio esondazione, avvertendo i cittadini. Questa sentenza non dà risposte alla coscienza dei cittadini di Olbia, della Gallura e della Sardegna. Il nostro atto di appello alla sentenza è un atto dovuto non solo alle famiglie delle vittime ma a tutta la popolazione”.

 

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