250 sindaci contro le scorie nell’Isola. I portuali: “Bloccheremo le navi”

Contro il possibile arrivo delle scorie nucleari in Sardegna scendono in campo anche i duecentocinquanta sindaci riunitisi oggi ad Abbasanta per l’assemblea dell’Anci. “All’unanimità, è stato infatti votato un documento che manifesta l’indisponibilità dei comuni sardi ad ospitare nei propri territori i rifiuti radioattivi provenienti dalle centrali nucleari ormai dismesse e dagli ospedali di tutta Italia”, annuncia il presidente dell’Anci Piersandro Scano.

L’Anci ha così fatto propria la richiesta rivolta dal comitato sardo No Scorie ai 377 sindaci dei comuni isolani di far approvare delibere sull’indisponibilità di ospitare siti di stoccaggio. “Dopo il voto di oggi, le delibere comunali diventano atti discrezionali, che andranno a rafforzare un indirizzo di carattere politico già chiaro di per sé”, aggiunge Scano. Stando così le cose, l’esito del referendum del 2011, quando oltre il 97% degli 878.000 sardi recatisi alle urne per la consultazione sul nucleare disse no alla costruzione degli impianti e allo stoccaggio, esce rafforzato dalla posizione assunta dai sindaci.

Contro l’arrivo delle scorie nucleari si schierano anche i lavoratori del Porto Canale di Cagliari, che si dicono “pronti a bloccare l’arrivo delle navi che trasporteranno le scorie nucleari”, afferma la segretaria del Sindacato unitario lavoratori (S.u.l) Roberta Mazzoni a poche ore dallo sciopero dei portuali “contro le mensilità arretrate e gli accordi in base ai quali viene introdotta maggiore precarietà nei rapporti lavorativi”.

 

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