Covid, cura con anticorpi monoclonali. Cosa c’è da sapere, lo spiega il medico

Nelle ultime settimane l’utilizzo degli anticorpi monoclonali per la cura del Covid è stato un argomento molto dibattuto sulla stampa nazionale e internazionale. Il tema è di interesse pubblico e richiede come sempre la massima precisione descrittiva per fornire ai lettori nuove e dettagliate informazioni. Per questi motivi Sardinia Post ha chiesto al dirigente medico Goffredo Angioni di spiegare di cosa si tratta. Angioni è il responsabile di Malattie infettive al Santissima Trinità di Cagliari, una struttura operativa complessa che da oltre un anno è in prima linea nella gestione della pandemia. Pertanto con grande piacere pubblichiamo questo intervento di Angioni, certi di aiutare i lettori nella comprensione della cura contro il virus.

Dall’inizio di aprile anche in Sardegna è possibile somministrare gli anticorpi monoclonali nel trattamento del Covid-19. La farmacia di riferimento regionale è quella del Presidio ospedaliero Santissima Trinità di Cagliari. Nello stesso ospedale avviene la somministrazione dei farmaci.

1) Anticorpi monoclonali: di che cosa si tratta?
Sono anticorpi sintetici, prodotti in laboratorio, che imitano la capacità del sistema immunitario di combattere microrganismi nocivi come i virus; hanno come bersaglio la proteina Spike, che ha un ruolo essenziale nel processo che porta all’ingresso del virus nella cellula umana; bloccando il legame della proteina ai recettori si previene l’ ingresso del virus nelle cellule e la sua replicazione.

2) La somministrazione degli anticorpi monoclonali porta a guarigione dal Covid?
I dati degli studi pubblicati indicano unicamente una riduzione della carica virale con evidenze preliminari di riduzione del numero di ospedalizzazioni, visite ed accessi al Pronto Soccorso qualora la somministrazione avvenga in fase precoce (non oltre dieci giorni dalla comparsa dei sintomi), mentre non hanno mostrato beneficio nei pazienti ospedalizzati con fase avanzata di malattia e necessità di ossigenoterapia.

3) Funzionano rispetto alle varianti?
Esiste un potenziale rischio di fallimento del trattamento dovuto all’emergere di varianti resistenti. Per quanto riguarda le varianti attualmente più diffuse, mantengono attività nei confronti della variante B.1.1.7 (“inglese”), hanno attività significativamente ridotta o assente nei confronti delle varianti B.1.351 (“sudafricana”) e P.1 (“brasiliana”).

4) A chi possono essere prescritti?
Sono indicati per il trattamento della malattia da Sars CoV2 lieve o moderata, negli adulti e adolescenti di età pari o superiore ai 12 anni che non necessitano di ossigenoterapia supplementare e che sono ad alto rischio di progressione a Covid-19 severa (es. pazienti obesi, dializzati, affetti da diabete non controllato, da immunodeficienza secondaria, malattia cardio-cerebrovascolare, broncopneumopatia cronica ostruttiva). La selezione del paziente è affidata ai medici di medicina generale, ai pediatri di libera scelta, ai medici delle Usca che operano in stretto contatto con le strutture ospedaliere di riferimento.

5) Il paziente viene ricoverato? Come avviene la somministrazione?
Il ricovero avviene in regime di day hospital; il paziente si presenta il giorno prefissato all’orario indicato dal medico. La somministrazione avviene unicamente per via endovenosa, dura un’ora; viene seguita da altri 60 minuti di osservazione dopo di che il paziente fa rientro al proprio domicilio. Il trattamento avviene nell’ambito di una struttura ospedaliera, in setting che consentano una pronta ed appropriata gestione di reazioni avverse gravi.

In sintesi la cura con anticorpi monoclonali è un’opzione terapeutica per pazienti non ospedalizzati con determinati fattori di rischio, che potrebbe portare oltre ad un beneficio individuale con miglioramento della situazione clinica, anche un vantaggio alla comunità riducendo la pressione sulle strutture ospedaliere. Tale cura ha tuttavia, un’indicazione abbastanza ristretta e non è certo il trattamento risolutivo per il Covid. Risulta, pertanto, essenziale continuare a rispettare il distanziamento sociale ed incrementare le vaccinazioni.

Goffredo Angioni 

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