Tecnocasic, nuova diffida della Provincia di Cagliari

Piovono tegole sul Tecnocasic: e arriva  la seconda diffida in poco più di un mese e mezzo. I motivi sono la mancata copertura dell’Aia di maturazione del compost e le centraline “fantasma” per il monitoraggio della qualità dell’aria mai installate a Capoterra. A puntare il dito sull’impianto di Macchiareddu è la Provincia di Cagliari. “Al momento, il provvedimento è in fase istruttoria, ma le segnalazioni dell’Arpas portano dritte a una seconda diffida”, rivelano Maria Antonietta Badas e Fabio Balestrino del Settore Ecologia dell’ente.“Anche in questo caso – spiegano i funzionari provinciali-, verranno segnalate le difformità rispetto alle prescrizioni contenute nell’Autorizzazione integrata rilasciata dalla stessa provincia, come già avvenuto il 30 dicembre. E si darà del tempo al Tecnocasic per porre rimedio alle problematiche emerse”, continuano. “La salute prima di tutto, ma quell’impianto è troppo importante per la gestione del ciclo dei rifiuti in Sardegna”, questo il ragionamento del Settore Ecologia.

Se, ora, l’attenzione dell’Arpas e della Provincia si focalizza sull’impianto di compostaggio e la mancata installazione di due centraline a Capoterra, a dicembre i rilievi di maggior peso riguardavano il portale radiometrico, le ceneri prodotte dal processo d’incenerimento e le diossine. E la Provincia aveva concesso 90 giorni di tempo al Tecnocasic per adeguarsi alle prescrizioni. Pena la sospensione o la revoca dell’autorizzazione.

A proposito delle diossine, la Provincia, ha chiesto alla società controllata dal Cacip (vale a dire dalla Provincia stessa e dai comuni di Cagliari e dell’hinterland) di “fornire le comunicazioni inviate agli enti competenti a seguito del superamento del limite emissivo delle diossine e dei furani evidenziato dal gestore all’interno del report”.

Insomma, il report  compilato in regime di autocontrollo dal Tecnocasic parla esplicitamente di un superamento delle soglie emissive. Da parte sua, l’Arpas ha evidenziato un “problema relativo alle modalità di analisi delle diossine, perché non corrispondenti a quelle indicate dalle autorizzazioni”, spiega il direttore del dipartimento di Cagliari Massimo Secci. Che, sempre a proposito dei pericolosi inquinanti, aggiunge: “Nel report del Tecnocasic non sono riportate le analisi delle emissioni sullo scarico”. Vale a dire lo scarico delle ciminiere in atmosfera.  Ma, posto di fronte alla domanda “L’Arpas ha realizzato dei campionamenti a bocca di camino, come previsto dall’autorizzazione integrata?”, Secci risponde che “l’agenzia non ha effettuato questo tipo di controllo”.

Tra le altre prescrizioni, la Provincia ha imposto al gestore dell’impianto di Macchiareddu di “esplicitare nell’ambito del report compilato in regime di autocontrollo, le tarature del portale radiometrico le segnalazioni positive al rilevatore di radioattività”. Inoltre, l’ente ha intimato di “indicare, per ciascuna tipologia di rifiuti prodotti, la fase di lavorazione e di provenienza ed il quantitativo inviato a smaltimento e/o recupero”. Per la provincia occorre anche precisare “il calcolo utile a dare evidenza della non pericolosità dei rifiuti, attraverso l’individuazione dei composti chimici presenti ed il calcolo delle soglie per l’eventuale attribuzione delle classi di pericolo”.

Piero Loi

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