Rischio erosione su 84 km coste sarde, ecco come proteggerle

La Regione Sardegna sigla la Carta di Bologna per la difesa delle coste mediterranee e fa il punto a un anno dall’avvio del progetto Maregot, un patto tra Corsica, Liguria, Sardegna, Toscana e Paca (Provenza, Alpi, Costa Azzurra) per prevenire e ridurre i rischi dell’erosione nei litorali. Per il momento il programma ha analizzato una serie di dinamiche costiere: moto ondoso, coste alte e basse, stabilità delle falesie, posidonia, incidenza delle strutture portuali e tutela degli habitat.

“I progetti servono per approfondire la conoscenza”, ha spiegato Mario Deriu, responsabile di Maregot per la Sardegna, in occasione del confronto organizzato a Cagliari dalla Regione. “La conoscenza – ha aggiunto – è necessaria per la realizzazione di un piano di interventi necessario per tracciare la strada futura dell’amministrazione regionale”. Dai primi studi emerge che la criticità alta riguarda circa 84 chilometri di coste sabbiose – su un totale di oltre duemila chilometri – pari al 14,5 per cento del perimetro totale dell’Isola. “La Sardegna vanta un patrimonio naturalistico di enorme valore che stiamo proteggendo anche dal rischio erosione, e su questo fronte siamo tra le regioni in miglior salute”, ha sottolineato l’assessora all’Ambiente, Donatella Spano. Grande attenzione della Giunta ai territori più vulnerabili.

“In questi ultimi quattro anni – ha ricordato l’assessora – sono stati finanziati interventi di tutela delle coste e mitigazione del rischio idrogeologico nei Comuni di Alghero, Arbus, Badesi, Budoni, Cagliari, Calasetta, Capoterra, Dorgali, Pula, Posada, Porto Torres, San Teodoro, San Vero Milis, Sinnai, Sarroch, Sorso e Valledoria. Dal 2014 a oggi, poi, sono stati investiti 18,4 milioni di euro finanziando interventi su ambiti costieri rocciosi o spiagge di sabbia ricadenti nei diversi comuni”. Quanto alla Carta di Bologna, “si tratta di un documento che rafforza il ruolo delle Regioni mediterranee sulle politiche europee costiere e marittime – ha chiarito la titolare dell’Ambiente – stimolando la collaborazione anche con enti locali, Università ed altri portatori di interesse. Tra le varie iniziative promosse dalla Carta, è significativa la rilevazione quantitativa del fenomeno erosivo e del rischio di sommersione marina lungo le coste del Mediterraneo, anche in funzione della direttiva Alluvioni. Un’analisi necessaria – ha concluso Spano – per attuare una concreta politica di adattamento ai rischi naturali e antropici delle zone costiere, favorendo così la riqualificazione dei territori costieri per una crescita sostenibile”.

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