Ricerche petrolifere, Grig: “Preavviso rigetto per la Tgs-Nopec Geophysical”

“La direzione generale valutazioni ambientali del Ministero dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare ha recentemente inviato alla Società norvegese Tgs-Nopec Geophysical Company Asa il preavviso di rigetto dell’istanza di pronuncia di compatibilità ambientale al termine del procedimento di valutazione di impatto ambientale (V.I.A.) relativo al progetto di indagine geofisica 2D – 3D in una vastissima area del Mar di Sardegna ampia 20.922 chilometri quadrati. In poche parole, sta per comunicargli che non potranno esser effettuate le ricerche petrolifere nel Mar di Sardegna, fra Asinara e Sinis”.

Lo annuncia Stefano Deliperi del Gruppo d’Intervento Giuridico. “Se la società energetica non riuscirà a dimostrare l’innocuità sul piano ambientale del programma di ricerche, l’esito definitivo della procedura di VIA sarà negativo”. Deliperi illustra tutte le fasi della vicenda e la posizione del Gruppo d’Intervento Giuridico onlus. “La procedura di VIA è in corso dal 2015: all’avvìo il Gruppo d’Intervento Giuridico onlus era intervenuto con un atto di “osservazioni” – spiega – In seguito, dopo le richieste di integrazione da parte del Ministero dell’Ambiente, la società energetica aveva depositato ulteriore documentazione tesa a supportare la propria istanza di ricerca petrolifera, riguardo cui il Gruppo d’Intervento Giuridico onlus aveva inoltrato un nuovo atto di intervento coinvolgendo: Ministero dell’Ambiente, il Servizio valutazione impatti (S.A.V.I.) della Regione Sardegna, il Parco nazionale dell’Asinara, il Parco naturale regionale di Porto Conte, l’Area marina protetta del Sinis – Mal di Ventre e tutti i Comuni rivieraschi (Alghero, Bosa, Cuglieri, Magomadas, Narbolia, Porto Torres, San Vero Milis, Sassari, Stintino, Tresnuraghes, Villanova Monteleone)”.

Secondo quanto spiega il Gruppo di intervento giuridico i rischi per tutta l’area, nel caso in cui il progetto dovesse essere approvato, sono molti. “Il progetto prevede una prima fase comprendente “una campagna di indagini geofisiche per l’acquisizione di dati di tipo 2D, seguita da una successiva campagna di acquisizione di dati 3D, da svolgersi in una seconda fase – spigano – L’ampia area di mare interessata dal progetto (quasi 21 mila chilometri quadrati) è contigua al ben noto Santuario Pelagos, il Santuario per i Mammiferi marini istituito come area marina protetta di interesse internazionale e area specialmente protetta di interesse mediterraneo. L’attività di prospezione a mare generalmente consiste in “spari” di aria compressa (airgun) per un tracciato complessivo di migliaia di km per un periodo di 10 settimane.  I suddetti “spari” hanno una cadenza ravvicinata (uno ogni 5-15 secondi), con intensità sonora variabile fra 240 e 260 decibel, intensità superata in natura solo da terremoti ed esplosioni di vulcani sottomarini”.

E Grig lancia l’allarme: “Al contrario di quanto sostenuto da chi vuole portare avanti il progetto il danno alle specie di cetacei e di tartarughe marine ben presenti nell’area marina interessata sarebbe devastante, sia sul piano uditivo che sotto il profilo dell’orientamento.   Altrettanto potrebbe ipotizzarsi per le specie ittiche, anche di interesse commerciale, con indubbi riflessi negativi sull’economia del settore della pesca. Per analoga istanza presentata dalla Schlumberger Italiana s.p.a. in relazione ad analogo progetto di prospezione a mare per la ricerca di idrocarburi nella stessa area marina il Ministero dell’Ambiente, di concerto con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e il Turismo, ha provveduto a negare la compatibilità ambientale, concludendo negativamente anche la procedura di richiesta di titolo per ricerca ed estrazione idrocarburi. Non c’è e non ci può esser spazio per simili progetti dal pesante impatto sull’ambiente e la fauna marina”.

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