Inquinamento Fluorsid in un docufilm, ecco ‘Chemical bros’: “Guai a chi fa video”

Chemical bros‘. Fratelli chimici. È il docufilm sull’inquinamento della Fluorsid, il gigante mondiale nella produzione e vendita di fluoroderivati inorganici con sede a Macchiareddu, la piana compresa tra lo stagno di Cagliari e il rio di Santa Lucia a Capoterra, uno dei tre Comuni, insieme ad Assemini e Uta, in cui ricade la zona industriale. Alla regia Massimiliano Mazzotta, già autore di Oil, una finestra sul polo chimico della Saras a Sarroch, sempre nel Sud Sardegna.

Fluorsid è la società di Tommaso Giulini, il patron del Cagliari Calcio. Il 19 maggio del 2017 l’azienda fu al centro di una bufera giudiziaria con l’arresto dei vertici societari. In carcere anche alcuni operai assunti come dipendenti nelle ditte che, per conto della Fluorsid, smaltivano gli scarti di lavorazione.

L’indagine della Procura di Cagliari – con Pm Marco Cocco e Gip Cristina Ornano – si è conclusa con il patteggiamento di tutti gli indagati. Sull’inquinamento a Macchiereddu non c’è stato processo. L’azienda ha preferito far chiudere il fascicolo promettendo una maxi bonifica da 22 milioni di euro (qui tutti i dettagli). Ma al momento non ci conosce lo stato dei lavori per il recupero delle aree contaminate.

La prima proiezione del fil è prevista per giovedì 9 giugno alle ore 22 al Cinema Massimo di Torino all’interno del 25°CinemAmbiente, il Festival della settima arte che si tiene ogni anno nel capoluogo piemontese e si occupa di tematiche legate all’ecosistema. ‘Chemical Bros’ è stato selezionato nella sezione ‘Made in Italy’.

La produzione di Mazzotta è sostenuta da Medicina Democratica, il movimento di lotta per la salute con cinquant’anni di storia. Dalla onlus, attraverso Marco Caldiroli, presentano così il film sull’azienda di Macchiareddu. “La filiera del fluoro, dal minerale fino ai polimeri fluoroorganici e ai composti chimici Pfas, è estremamente ramificata e interessa la produzione di merci con cui abbiamo a che fare tutti i giorni.- È difficile dipanare la matassa, ma è l’intenzione che ha accomunato gli autori del docufilm e tutti coloro che vi hanno partecipato dando un contributo storico, tecnico e valutativo”.

Da Medicina democratica spiegano ancora: “Impatti sociali, economici e ambientali si sommano e sinergicamente fanno emergere le nocività esplicite, quelle per esempio che interessano, per motivi e con modalità diverse, la zona di Assemini e quella della Provincia di Vicenza, come pure quelle meno evidenti connessi con le proprietà di disturbatori endocrini di
alcune molecole fluorurate. Informare è già prevenire, veniva detto negli anni ’70 dal movimento operaio e ambientalista nel costruire le vertenze per la tutela della salute dei lavoratori e dell’ambiente. Questo film attua questo principio nel caso del fluoro”.

Quindi una sottolineatura sul lavoro di Mazzotta: “L’autore riesce, in modo sintetico ma diretto e approfondito, a dare voce a un coro di soggetti dell’esperienza e a illustrare le evidenze scientifiche e la necessità di una netta inversione di rotta. Un film che riesce anche a far emergere il lato umano, a rendere visibile la sofferenza individuale e collettiva dalla Sardegna ad altre parti del mondo e che si infila nelle nostre case sottoforma di oggetti di uso comune. Informare con un film come questo può spostare quel sassolino che rotolando tra altre pietre può produrre una valanga che travolge i muri di silenzio, la negazione dell’evidenza e la compressione della voce di chi vive sulla sua pelle direttamente ed immediatamente gli ‘effetti collaterali’ di produzioni nocive”.

“Il docufilm – concludono da Medicina democratica – è espressione di ‘scienza popolare’, ovvero di una ricerca delle cause dell’inquinamento e, nello stesso tempo, espressione della coscienza e dell’azione per contrastare derive ulteriori che colpiscono tutti. Ora o in un futuro prossimo, in termini di perdita di ambiente e di salute”.

ECCO IL TRAILER

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