Eolico in mare, 5 nuovi progetti: “Servitù energetica dopo quella militare”

I nuovi progetti per l’eolico in Sardegna, presentati alla Capitanerie di porto di Cagliari, sono cinque e non due. L’aggiornamento arriva attraverso una nota del Grig, il Gruppo di intervento giuridico che fornisce tutti i dati precisi e lancia l’allarme sulla speculazione ambientale alle porte.

Il Grig, guidato da Stefano Deliperi, parte da un punto fermo sulla conversione del territorio isolano in “servitù energetica” con una produzione di “9.171,5 gigawattora, pari al 38 per cento in più di quella richiesta, a 3.491,5″. Si tratta di dati Terna. E significa che tutti quel surplus “non serve alla Sardegna e viene esportato verso la Penisola grazie alle connessioni oggi esistenti, ovvero viene disperso in quanto non utilizzato dal momento che i sistemi di accumulo e conservazione sono ancora in fase sperimentale”.

I sei nuovi progetti sono: Seawind Italia srl, con sede a Portoscuso. L’intervento prevede due centrali eoliche offshore, la Del Toro 2 a ventuno miglia marine a sud ovest di Carloforte e la Del Toro 1 a sei miglia marine al largo di Sant’Antioco.

Ecco poi Ichnusa Wind Power srl, con sede a Milano. Previsti 42 aerogeneratori galleggianti alti 265 metri da posizionare a circa 35 chilometri dalla costa sulcitana, per una potenza complessiva di 504 megawatt. “L’istanza di concessione demaniale marittima – spiega il grig – è stata sospesa nell’aprile del 2021 dopo un atto di opposizione presentato dal Gruppo d’Intervento Giuridico, mentre è conclusa la fase di definizione dei contenuti sullo studio di fattibilità, fase finalizzata a ottonere la Via, la valutazione di impatto ambientale”.

Ci sono poi Repower Renewable spa, del gruppo svizzero Repower, un progetto di centrale eolica offshore al largo di Teulada. Ecco poi la Nora Ventu srl, altra socità milanese frutto dell’accordo tra Falck Renewables spa e BlueFloat energy, “due progetti di centrali galleggianti offshore con una novantina di aerogeneratori per uan capacità complessiva di 1,4 gigawattora a diciotto miglia marine a sud est di Cagliari, ovvero nella zona di Villasimius, e a sei miglia marine a sud di Capo Teulada, all’altezza di Nora. Il Grig e Deliperi denunciano che “con questi due ultimi progetti si fanno balenare ben 4mila posti di lavoro in fase di realizzazione e 300 con la gestione”.

Il quadro delle richiste in Sardegna aggiornato al 20 maggio 2021 era di “ben 21 istanze di pronuncia di compatibilità ambientale di competenza nazionale o regionale per altrettante centrali eoliche, per una potenza complessiva superiore a 1.600 megawatt, corrispondente a un assurdo incremento del 150 per cento del già ingente comparto eolico isolano“.

Insomma, c’è il tanto per una protesta organizzata. Dopo le servitù militari la Sardegna rischia di diventare una colonia di pale eoliche senza ricadute positive sui cittadini, anche in termini di costi per l’energia.

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