“Rigeneriamo la Sardegna”, le proposte di Coldiretti contro la burocrazia

Tempi più veloci per ricevere i pagamenti dei premi comunitari e ristori per i danni provocati dalle calamità naturali. È la richiesta più urgente che la Coldiretti regionale rivolge all’amministrazione regionale per combattere la burocrazia, nemico numero uno che affligge il mondo agricolo isolano. “In questo momento è il più grave dei mali che hanno colpito le aziende agricole e gli allevamenti della Sardegna – dice Alessandro Serra direttore della federazione Coldiretti Nuoro  – una macchina burocratica già di per sé pesante è stata peggiorata dagli ultimi accadimenti. Primo tra tutti il Covid e lo smart working attuato nei vari enti che si occupano di agricoltura: ha rallentato la risoluzione delle problematiche e il contatto diretto con gli uffici”.

Alessandro Serra

E proprio lo stato di salute dell’Argea, l’agenzia per la gestione e l’erogazione degli aiuti in agricoltura, starebbe creando non pochi ritardi ai produttori sardi. “C’è un problema di competenze non ancora risolto – prosegue Serra – a questo si aggiunga la cosiddetta ‘quota cento’ che ha consentito a molti professionisti di andare in pensione senza però che venissero sostituiti adeguatamente con altro personale e laddove questo è avvenuto non c’è stato un passaggio di consegne adeguato. Oggi mancano tante professionalità e questo comporta difficoltà nell’evasione delle pratiche”.

Problemi che si aggiungono alla guerra che i produttori locali devono quotidianamente combattere sul mercato, dove sono minacciati dal potere delle grandi multinazionali, e con i cambiamenti climatici: “Anche in questo caso sono legati alla burocrazia. Noi stiamo portando avanti battaglie per ottenere ristori per i danni provocati da gelate e siccità avvenuti nel 2017, stiamo parlando di milioni di euro ancora fermi”.


Dalle proteste alle soluzioni, Coldiretti ha una serie di proposte per uscire dal pantano burocratico. In primis una semplificazione del sistema delle pratiche, il potenziamento del sistema informatico utilizzato dalle aziende per dialogare con con gli enti regionali e il coinvolgimento dei Centri di assistenza agricola che le associazioni di categoria come la Coldiretti hanno istituito: “Abbiamo chiesto la creazione di un osservatorio che sia in grado di monitorare nel dettaglio le produzioni esistenti in Sardegna. Per fare questo però serve un dialogo non solo tra gli assessorati regionali ma anche con i portatori di interesse. Per progettare e non vivere alla giornata noi abbiamo bisogno prima di tutti di avere dati, senza non possiamo costruire nulla. I nostri centri di assistenza, che possiedono i fascicoli aziendali degli iscritti, sono in grado di certificare l’ammissibilità di tutti i procedimenti e garantire la fase delle istruttorie alle varie agenzie. Sarebbe un vantaggio enorme se la Regione ne tenesse conto”.

Il tutto verte sul rilancio del Siar (Sistema Informatico Agricoltura Regionale). Occorre, secondo Coldiretti, un sistema che consenta all’utente di tracciare lo stato della pratica con il funzionario istruttore gestore delle varie fasi, e consenta di creare tutte le sinergie tra Argea, Laore e Agris, in termini di gestione statistica, flusso informativo e metodologie.

Coldiretti Sardegna fa inoltre sapere di aver già presentato in Regione tre proposte concrete che permetterebbero un impatto immediato nel cantiere ‘burocrazia zero’ con un importante semplificazione in termini di tempo e di carta: una proposta per azzerare l’iter di presentazione e indennizzo delle aziende agricole colpite dagli incendi e dalla blue tongue e una proposta per mitigare i danni dalle calamità naturali. Proposte, sono sicuri, praticamente a tempo e costo zero.

Contenuti offerti in collaborazione con Coldiretti Sardegna

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