“Il sardo è un dialetto”. Campagna di boicottaggio contro l’editore Giunti

Articolo pubblicato il 2 novembre 2013
sussidiariogiunti

Il sardo è un dialetto” come il napoletano e il milanese. L’affermazione è contenuta in un sussidiario per le scuole elementari, “Poster, in giro tra i saperi”, pubblicato da Giunti, e non è passata inosservata. L’associazione Su Majolu ha denunciato l’errore su Facebook proponendo ai maestri e alle famiglie sarde di boicottare il volume, “in modo che le scuole non adottino questo libro o altri libri simili che riempiono la testa degli studenti di fesserie”.

Nel denunciare l’errore e nel proporre l’azione di boicottaggio nei confronti dell’editore, l’associazione spiega anche i motivi per i quali siamo di fronte a “un’evidente bugia“: “I linguisti del mondo considerano il sardo una lingua distinta dai dialetti italo-romanzi; la legge italiana riconosce il sardo come minoranza linguistica storica tutelata dalla Repubblica; è una bugia anche perché sono gli stessi sardi a riconoscerla come lingua e vogliono renderla ufficiale al pari con l’italiano”.

10 Comments

  1. maya

    3 novembre 2013 at 01:53

    il sardo e’una lingua…il disconoscierla e’da ignoranti della linguistica nulla a che vedere con.l’inglese insegnato a scuola.. i ragazzi imparano in fretta le lingue son duttili la giunti riveda cio’ che ha asserito se no i sardi come giusto che sia faranno opera di boicottaggio.

    • Mamelip

      3 novembre 2013 at 07:12

      e ridaiee con questa minestra…il sardo sarà considerata una lingua all’esterno della sardegna quando tutti i sardi si decideranno di mettersi d’accordo su quale deve essere quella ufficiale!!sinceramente io sono campidanese e non capisco il logudorese ne il nuorese. Allora? Figurati un napoletano che deve capire? Ma dai se non abbiano altri argomenti è meglio tacere e teniamoci i nostri dialetti. Senza prendercela con i napoletani.Ariosu…

      • Alessio

        3 novembre 2013 at 12:37

        Se non capisci il logudorese è un problema tuo, visto che si capisce perfettamente (io sono campidanese e non ho problemi. Già il fatto che distingui fra “logudorese” e “nuorese” (che sono la stessa cosa) la dice lunga :D

      • Serighe

        3 novembre 2013 at 15:41

        caro Mamelip. Se tu non capisci il logudorese è un tuo problema. Io sono logudorese e capisco e parlo benissimo il campidanese. Non ho problemi. Ho tantissimi amici campidanesi e logudoresi che parlano e capiscono le due varianti. Sicuramente non sei un sardo parlante e cioè non hai mai imparato a parlare la lingua sarda e non la parli normalmente. Conosco molte persone che non capivano e non parlavano sardo…con pazienza e volontà, ora capiscono e parlano il sardo.
        Forse non sai che esiste la Lingua Comuna (il sardo codificato ed unico per i documenti ufficiali, sancito come lingua sarda ufficiale esattamente come è stato fatto per l’italiano. Forse non sai che l’italiano è stato scelto tra tre lingue (e non dialetti) e precisamente tra il Sardo, il Siciliano ed il Toscano che è stato scelto come lingua italiana e legiferato in tal senso. Forse non sai che un dialetto è una parlata locale che deriva da una lingua Ma, se il dialetto è una parlata che deriva da una lingua…pertanto il sardo è una lingua e l’italiano è un dialetto della lingua toscana.
        A istudiare siad e a non aberrer buka solu pro fagher leare aria a sa linba.

    • Carla

      3 novembre 2013 at 07:39

      Magari se un linguista scrivesse disconoscerla invece che disconoscierla sarebbe meglio!

  2. Marcus

    3 novembre 2013 at 08:24

    Nel libro di geografia di mia figlia “BIG BANG ! ” ( V. Manganaro, la scuola editrice ) , c’è scritto che i sardi sono un popolo italico, che i sardi occuparono la Sardegna dal 1500 A.C. e
    la lingua sarda non appare tra le lingue minoritarie che si trovano nel libro.

    • Giuanna

      3 novembre 2013 at 17:06

      ti consiglio di chiedere alla scuola di adottare un libro verititero che non insegni frottole ai bambini spacciandole per storia…
      la questione qui non è se un ‘italiano’ creda o meno al sardo come lingua, abbiamo una legge che lo afferma proprio per non dover sentire questioni del genere. ma voi, che viaggiate in lungo e in largo per il mondo (me lo auguro in verità!)non conoscete le realtà del paese in cui siete nati e vivete? noi sardi parliamo sardo (non è la sola lingua che parliamo!)e abbiamo una storia che voi peninsulari non conoscete e una cultura e tradizioni, e letteratura che lo stato italiano vi ha tenuto nascosti. “essere ignoranti al giorno d’oggi è una scelta”

  3. Star Struck

    3 novembre 2013 at 11:12

    Ma insomma, qua si parla di “mettersi d’accordo” come se debba essere una convenzione tra di noi, laddove non lo è da almeno quarant’anni: il sardo logudorese è indicato da linguisti e glottologi come lingua romanza, ovvero derivata dal latino proprio come italiano, spagnolo o francese e altre ancora.

  4. Maria

    3 novembre 2013 at 15:37

    Col trattato di rastad del 1712 (potrei sbagliare di poco nome e data)la Sardegna passa dopo 4 secoli, dagli Spagnoli ai francesi per un solo mese, poiche col trattato dell’anno dopo viene ceduta ai piemontesi in cambio della Sicilia. Secondo il ragionamento italiota il Sardo è stato dialetto Spagnolo sino al 1712, dal 1713 è diventato dialetto dell’italiano, ma con la stessa logica disinvolta il Sardo ha rischiato di essere un dialetto del Francese. Intanto noi noncuranti di tutti sti sapientoni abbiamo continuato a parlare la nostra lingua e sopratutto, unica regione italiana, ad avere toponomastica ed onomastica in lingua Sarda, piu chiaro di cosi’

  5. giampaolo pisu

    3 novembre 2013 at 16:07

    Quello citato è grave ma davvero poca cosa rispetto a is sciollòrius riportati nel libro di geografia delle elementari “exploro” di Tiziana Canali. Eccole, tutto riportato in 3 pagine, custa est sa Sardigna:

    Popolazione 4.972

    I LAGHI costieri di Cagliari e Cabras sono naturali.
    II clima costiero è mediterraneo, mentre nell’interno
    diventa continentale.
    A Barumini si può ammirare un vero e proprio
    villaggio di nuraghi.

    Mentre il compito di fare il pane è affidato
    alle donne, agli uomini è affidata la cottura
    degli arrosti I pastori allestiscono lo spiedo con
    i RAMI DEGLI ALBERI e vi cuociono di preferenza
    il “porchetto”. Indispensabile è l’apporto delle erbe
    aromatiche: menta, rosmarino, alloro e salvia. (E IL MIRTO?)

    Quando gli antichi Fenici conquistarono rìsola
    la chiamarono “Shardan”. Questo nome si
    trasformò poi nel termine latino Sardinia, che
    vuoi dire “BOSCO DI MONTAGNA”.

    L’isola era abitata già nel
    II millennio a,C. dall’antico popolo dei Sardi.
    Fu poi colonizzata dai Fenici, dai GRECI…

    Il problema reale è che noi sardi stessi dovremo sciverci in nostri libri, almeno quelli si storia, letteratura, geografia, iant a trabballai fillus nostus e no iaus a scriri totu custas tontesas.

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