Un Cagliari un po’ distratto rimonta la classifica, la scossa arriva da Pavoletti

Due gol quando la partita sembrava bella e persa (qui la cronaca). E il Cagliari, in pochi minuti, ritrova un punto e se stesso: tiene a bada la Spal, stoppa il possibile sorpasso della squadra di Semplici, agguanta il Genoa (sconfitto in serata dal Napoli), tiene le distanze dal Frosinone (più sette). Tutto bene, ma dopo il raddoppio di Antenucci era tutto male. A cominciare dalle distrazioni del terzo minuto sul primo gol di Petagna. Quasi un bis del pasticcio del primo minuto contro la Juventus. Un giocatore che va tutto solo sulla destra, Lazzari. E uno che colpisce indisturbato in mezzo all’area, Petagna. Difficile spiegare che cosa succede in difesa (ma anche il centrocampo ha le sue colpe perché non si sono visti i raddoppi) nelle fasi di avvio delle partite. Lo svantaggio non ha tramortito i rossoblu. Che, anzi, hanno cominciato a giocare, prendere il centrocampo e provare a osare. Molto possesso di palla, anche qualche bella azione. Ma praticamente nessun vero tiro in porta.

Un’oretta con il colpo del pari che sembrava sempre in canna. Ma con il fucile inceppato. E così, dopo un’altra dormita generale, sempre da destra, è arrivato il due a zero che pareva aver chiuso tutti i conti. E invece la squadra ha tirato fuori il carattere. La scossa gliela ha data il gol di testa di Pavoletti (nella foto), il sesto in campionato, l’ottavo stagionale. Così, giusto per confermare al ct Mancini di aver fatto bene a pensare a lui per le prossime due gare della Nazionale. Poi è arrivato il pari con il protagonista che nessuno si aspettava, Ionita. Due a due. Poi persino un’occasione, con Joao Pedro, per il possibile e miracoloso tre a due. Pareggio giusto. Con il Cagliari che chiude prime della sosta con quattordici punti in classifica su dodici agre, frutto di tre vittorie, cinque pareggio e quattro sconfitte. Tecnico equilibrato e numeri che rispecchiano le aspettative di Maran. Anche la differenza reti (meno quattro) è comunque inferiore a quella di tutte le squadre che si giocano la salvezza dalla tredicesima piazza in giù.

Ansa

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