Disastro Nazionale, nel buio degli azzurri brilla la stella del rossoblù Marco Palestra

Italia fuori dai Mondiali per la terza volta di seguito, ma il giovane del Cagliari si prende la scena e convince tutti: “Il migliore in campo”.

di Luciano Onnis

Nel buio pesto della Nazionale di calcio, l’unica luce è il gioiellino del Cagliari Marco Palestra. La disfatta della squadra azzurra, per la terza volta consecutiva fuori dai mondiali che si disputeranno quest’anno negli Stati Uniti d’America, non tocca e neppure sfiora il laterale rossoblù, l’unico a salvarsi nel marasma generale della squadra messa su da Gennaro Gattuso con la corresponsabilità del team manager Gigi Buffon e del collaboratore Bonucci, sotto la regia del presidente federale Gravina.

Magra consolazione, ma pur sempre una sensazione di orgoglio vedere che il ragazzino del Cagliari – purtroppo solo fino a giugno, poi tornerà all’Atalanta – ha ampiamente dimostrato di che pasta è fatto e che il posto da titolare, da oggi in poi, nella Nazionale azzurra sarà suo.

Ha fatto la sua comparsa in campo nelle ultime due partite, uno spezzone nel finale di gara contro l’Irlanda del Nord giovedì scorso e ieri contro la Bosnia dall’ inizio della ripresa, giocando anche la mezz’ora dei supplementari. I commenti del giorno dopo sono unanimi: Palestra il migliore dell’Italia, l’unico a dimostrarsi degno della maglia che indossava.

Tecnica sopraffina, velocità da centometrista, prestanza fisica, personalità, capacità di ribaltare l’azione con impressionante facilità grazie alla lettura preventiva dell’azione, perfino sfrontatezza. Ha appena compiuto 21 anni, il futuro è suo.

Fortunata ( e ricca) la squadra che al prossimo calcio mercato riuscirà ad accaparrarselo. Dando per scontato che l’Atalanta cercherà di capitalizzare al massimo il valore raggiunto dalla nuova star del calcio italiano, su di lui sembra si sia già scatenata dai mesi scorsi l’asta internazionale, con favorite le società della Premier League.

Gli inglesi – con alle spalle i grandi magnati russi, americani e arabi del petrolio e del gas – dispongono di mezzi finanziari non alla portata di altri grandi club europei, seppur ricchi come Real Madrid e Paris Saint German.

E le italiane? Staranno a guardare, a meno che non decidano di svenarsi facendo un sacrificio immane vicino al dissanguamento per portarselo a casa. Non crediamo però siano in grado di competere con le società inglesi, vere padrone del mercato calcistico internazionale.

A volere il bene del gioiellino rossoblù, ci sarebbe da consigliargli di cambiare aria e di andare a giocare all’estero, laddove si pratica un calcio di un’altra dimensione rispetto all’Italia. Continuerebbe a crescere, maturare e migliorarsi.

Il futuro è suo, il calcio italiano non lo merita. Tornerà per giocare nella Nazionale che verrà, quella che dovrà essere ricostruita sulle ceneri di questa, uscita indecorosamente ma meritatamente ancora una volta da mondiali. Sarà il punto di forza della prossima squadra azzurra, questo è certo.

E’ un ragazzo serio, semplice, ambizioso, senza grilli nella testa. Per quello che ha fatto vedere a Cagliari e per quanto lo si sia conosciuto in città negli ambienti sportivi, non si perderà sulla strada della notorietà, fra soldi e avvenenti fanciulle a caccia di lussi e notorietà.

Se c’è un augurio da fargli è che segua la strada di uno dei pochi esempi da imitare del calcio nazionale, quello del cagliaritano Nicolò Barella. Sapendo che fra tre mesi svestirà la maglia rossoblù con i quattro mori, dovrebbe portarsi via da Cagliari la figura calcistica e umana del cagliaritano doc Nicolò, orgoglio del calcio sardo.

Intanto, Palestra ha già dato merito e riconoscenza al Cagliari per la sua esplosione: «Devo tutto a questa squadra, a questa società, a questo ambiente», ha più volte dichiarato davanti ai microfoni.

Bravo Marcolino, buona fortuna. Te la meriti tutta.

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