Tensioni Pd-M5s, chiarimento rinviato a dopo il referendum. Peserebbe il veto di Schlein

Non ci sarà alcun incontro nei prossimi giorni per avvicinare le parti, la resa dei conti è rimandata nonostante la giunta Todde venga disertata dagli assessori Dem

di Vito Fiori

Non ci sarà alcun incontro a breve tra vertici del Pd e del M5s per cercare di attenuare il clima di tensione all’interno della coalizione che governa la regione. “Io non l’ho chiesto – sottolinea Silvio Lai, segretario sardo dei Dem – anche perché il partito e, credo, anche i nostri alleati siano ora concentrati sul referendum. Non possiamo mollare proprio adesso che il trend in crescita del No è costante”.

Insomma, la resa dei conti è rimandata almeno a fine mese. Intanto, il Pd continua a disertare le riunioni di giunta. Non è davvero il massimo di ciò che servirebbe in un momento delicato per l’isola come questo. La manifestazione di sabato a Piazza Palazzo, per contestare contro la decisione del governo di trasferire in Sardegna altri duecento mafiosi in regime di 41 bis, ha visto gli alleati del campo largo tutti insieme appassionatamente. Ma non è certo un’iniziativa del genere che servirà a modificare e migliorare i rapporti tra Pd e Cinquestelle.

Oggetto del contendere, inutile sottolinearlo, è la sanità. Nel senso di scelte dei commissari, di assessorato (ora è Alessandra Todde ad aver assunto l’interim dopo le dimissioni di Armando Bartolazzi) e, soprattutto, di metodo. Lo scontro politico è iniziato sul finire del 2025, e già a fine dicembre scorso c’era stato un incontro nel tentativo di avvicinare le parti. Evidentemente, l’esito non è stato quello sperato, visto che due mesi dopo si è nuovamente punto e a capo.

Roberto Li Gioi, consigliere pentastellato, tende a sminuire la gravità della crisi con una secchiata d’acqua sul fuoco: “Si tratta di normali fibrillazioni”. Aggiungendo: “Sono assolutamente certo che alla fine si troverà una soluzione nell’interesse dei sardi, che è l’obbiettivo principale per cui è nata questa coalizione. Stiamo lavorando per sanare queste piccole fratture, ma non c’è di che preoccuparsi, la legislatura andrà avanti sino alla fino”.

Probabilmente, anzi, è pressoché sicuro, l’esperimento sardo è destinato a durare per un altro anno e mezzo, o poco più, cioè il tempo necessario perché maturi in campo nazionale un serio accordo tra M5s e Pd, unica alternativa al centrodestra alle elezioni politiche del 2027. Il divieto di rompere tra le due forze politiche, per non compromettere il lavoro in prospettiva, sarebbe stato imposto da Elly Schlein. La segretaria Dem, che proprio l’altro ieri ha lanciato l’ipotesi primarie per stabilire chi guiderà la coalizione del centrosinistra. Tradotto: la Sardegna può attendere.

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