La strategia sui Piani di utilizzo dei litorali, approvata dalla Giunta Todde, punta sì allo sviluppo turistico ma con una maggiore attenzione alla tutela ambientale e alla fruibilità
Cambia tutto sulle spiagge sarde. La Regione, il 18 febbraio scorso, ha infatti approvato le nuove linee guida per la redazione dei Piani di utilizzo dei litorali (PUL), lo strumento con cui i Comuni disciplinano l’uso turistico-ricreativo delle spiagge e delle aree demaniali marittime. La delibera della Giunta regionale aggiorna dunque le regole per la pianificazione delle coste con l’obiettivo di coniugare sviluppo turistico, tutela ambientale e accessibilità pubblica. Le linee guidaI PUL sono i piani comunali che stabiliscono come e dove possono essere organizzati i servizi balneari lungo le coste: stabilimenti, chioschi, servizi di ristorazione, aree di ombreggio, attività sportive e nautiche. Oltre alle spiagge, i piani devono ora considerare anche le acque costiere, regolando attività come pontili galleggianti, campi boe e punti di ormeggio per la nautica da diporto.
I Comuni hanno il compito di predisporre e approvare i PUL, mentre alla Regione spettano le funzioni di indirizzo, il controllo e il rilascio delle concessioni demaniali. Tutela dell’ambiente costieroLe linee guida pongono grande attenzione alla protezione degli ecosistemi costieri. I piani devono infatti garantire: conservazione del paesaggio e degli habitat naturali; tutela delle dune, delle zone umide e delle aree con vegetazione costiera; salvaguardia dei siti della rete Natura 2000 e delle aree protette; prevenzione dell’erosione e del degrado delle spiagge. In alcune zone – come le foci dei fiumi, le aree dunali, le lagune o i tratti di costa rocciosa non accessibili – non potranno essere rilasciate concessioni turistico-ricreative.
Spiagge libere e accessibilità
Uno dei princìpi fondamentali è la garanzia della fruizione pubblica delle spiagge, con particolare attenzione all’accessibilità per le persone con disabilità. I PUL devono prevedere percorsi, pedane e servizi che consentano a tutti di accedere al mare in sicurezza. Tipologie di concessioniIl documento definisce diverse categorie di concessioni demaniali, tra cui: chioschi e punti vendita di alimenti e bevande; ristorazione sulla spiaggia; servizi di ombreggio e stabilimenti balneari; attività sportive e nautiche (scuole di vela, diving, noleggio natanti); piattaforme balneari o galleggianti; campi boe e pontili per l’ormeggio. Le strutture devono essere in gran parte di facile rimozione, per limitare l’impatto sul territorio e consentire il ripristino naturale degli arenili.
Stop a nuove concessioni
Fino all’approvazione dei PUL da parte dei Comuni non potranno essere rilasciate nuove concessioni permanenti, salvo casi particolari o autorizzazioni temporanee per eventi, manifestazioni o attività di utilità sociale. La redazione dei piani richiede una vasta documentazione tecnica: analisi geomorfologiche, studi sugli ecosistemi, valutazioni sul carico turistico delle spiagge e cartografie dettagliate del territorio costiero. Inoltre i PUL devono essere sottoposti a Valutazione Ambientale Strategica (VAS) e, quando necessario, a Valutazione di Incidenza Ambientale. Turismo costiero più sostenibileCon queste linee guida la Regione punta a costruire un modello di gestione integrata delle coste che permetta di migliorare i servizi turistici senza compromettere gli equilibri naturali del litorale. L’obiettivo dichiarato è promuovere un’offerta balneare più qualificata e sostenibile, mantenendo al tempo stesso la spiaggia come bene pubblico accessibile a tutti.






