La replica pentastellata: “Chi si è reso protagonista di una legislatura falcidiata da insuccessi e scarsa trasparenza come mai prima non può essere certo colui che può farsi guida o tracciare un nuovo percorso di dialogo tra forze politiche”
V. F.
Christian Solinas, ex presidente della Regione, con la primavera è uscito dal letargo e, in un’intervista al quotidiano “La Nuova Sardegna” si è detto disponibile a un’apertura, anzi, a un dialogo “con le forze democratiche, liberali e riformiste che non coincidono perfettamente con nessuno dei due schieramenti attuali”. L’ex governatore si spiega: “Guardo al Pd, ma anche ai riformatori o ad alcuni interessanti esperimenti civici. Non penso invece che i 5 stelle possano far parte di questo progetto, per ragioni evidenti. Loro sono un movimento di protesta estraneo alla cultura della Sardegna”. Tranchant con i pentastellati, possibilista con i Dem, insomma, un approccio perfetto per chi, dall’alto del suo 5,4 per cento dei voti alle ultime regionali (prima di avviare il fuggi fuggi generale e ritrovarsi senza neanche un consigliere in Aula) vorrebbe mettere le basi di un qualche progetto politico.
La replica del M5s
In ogni caso, la risposta dei Cinquestelle non si è fatta attendere. “Chi si è reso protagonista di una legislatura falcidiata da insuccessi e scarsa trasparenza come mai prima non può essere certo colui che può farsi guida o tracciare un nuovo percorso di dialogo tra forze politiche, la sua voce per quanto solenne nei toni ha perso di ogni credibilità”, così ha scritto in una nota il coordinatore regionale del Movimento Alessandro Solinas. Che aggiunge: “Quanto fatto negli ultimi anni a opera del duo Christian Solinas e Antonio Moro sì è rivelato nei fatti un velleitario tentativo di consolidare posizioni personali rovinosamente concluso, per il loro partito e per chi l’ha usato come trampolino di lancio”.
L’invito ai sardisti
Quindi, un invito ai sardisti: “Mi rivolgo invece ai tanti che si sono allontanati o sono stati ostracizzati durante l’opera di smantellamento avviata negli ultimi anni nel Psdaz, i tanti che pensano sia necessario dare una connotazione maggiormente autonomistica e consapevole della nostra identità alla nostra attività di governo, concetto che sposo e che penso la presidente Todde stia incarnando nel modo giusto, con loro ritengo giusto avviare un dialogo perché possano trovare nel campo progressista una coerente e credibile alternativa politica. Se il Psdaz non decide di cambiare guida e liberarsi dal giogo dell’ambizione personale di pochi non sarà possibile avviare qualsiasi tipo di confronto. Poche cose possono inoltre rafforzare in me la convinzione che siamo sulla strada giusta come ha potuto fare il simpatico appello dell’ex presidente della regione”.
Il segretario regionale del Partito democratico Silvio Lai, da buon ex democristiano, riflette: “Guardiamo con attenzione al percorso intrapreso da Christian Solinas e dal Psd’az, ma l’alleanza con il M5s è un pilastro fondante del nostro progetto politico”.






