Referendum, perché no. Carlo Augusto Melis Costa: “La politica sarà egemone sulla magistratura”

Carlo Augusto Melis Costa, avvocato cassazionista: “Un organo composto in modo asimmetrico da membri politici selezionati con logiche di maggioranza e da magistrati estratti a sorte non è un organo bilanciato

di Maria Carrozza

In vista del referendum confermativo del 22 e 23 marzo sulla riforma della giustizia, il dibattito si concentra sui nuovi equilibri tra politica e magistratura. La separazione delle carriere, l’istituzione di due distinti Csm e la nascita dell’Alta Corte disciplinare rappresentano, secondo i sostenitori, un passo verso maggiore chiarezza e responsabilità. Ma per Carlo Augusto Melis Costa, avvocato cassazionista, la riforma rischia di alterare i contrappesi costituzionali e di rafforzare il controllo della maggioranza di governo sull’ordine giudiziario. In questa intervista spiega perché, a suo giudizio, il nuovo assetto potrebbe incidere sull’autonomia e sull’indipendenza della magistratura.

La riforma inserisce in Costituzione due distinti Csm per ciascuna delle due carriere, giudicante e requirente. L’estrazione a sorte dei componenti dei due Csm, anziché l’elezione, rafforzerà oppure indebolirà l’organo di autogoverno?
È qui che si manifesta la strategia. Perché un organo composto in modo asimmetrico da membri politici selezionati con logiche di maggioranza e da magistrati estratti a sorte non è un organo bilanciato. Da una parte c’è una squadra compatta, organizzata, con un progetto. Dall’altra un gruppo eterogeneo, inesperto, privo di una visione comune. Il risultato è che la componente politica diventa egemone.

La legge di riforma costituzionale introduce il nuovo organo, l’Alta Corte, con giurisdizione disciplinare. Qual è il suo giudizio sulla separazione della funzione di auto governo da quella disciplinare?
Davanti all’Alta Corte scompare la separazione. Inoltre si delega a leggi che verranno emanate l’individuazione degli illeciti, la natura delle sanzioni, e addirittura la composizione stessa dei collegi, dove potrebbero essere anche assenti i magistrati. Le pronunce, caso unico, non saranno ricorribili per Cassazione. La mancanza della garanzia di legittimità provocherà una pressione .

La riforma prevede l’estrazione a sorte di 12 su 15 componenti dell’Alta Corte. Vi è o no
il pericolo che la maggioranza di Governo possa controllarla?

Anche qui si tratta di estrazione asimmetrica. Mentre il sorteggio dei magistrati è generalista, i membri politici verranno estratti a sorte da un elenco preformato. Viene meno la garanzia della presenza del Capo dello Stato. E’ facile immaginare le conseguenze.

La riforma delega ad una legge ordinaria la definizione di procedimento disciplinare,
illeciti disciplinari e relative sanzioni. È giusto far decidere al Parlamento cosa è illecito
disciplinare per un giudice?

E’ una delle chiavi del controllo della magistratura. Sarà la maggioranza, presumibilmente a colpi di voti di fiducia, a decidere. Risulterà che una decisione sgradita alla politica può
diventare “illecito” domani mattina. E che a giudicare il magistrato sarà un organo modellato dalla politica.

Quanto è urgente questa riforma? L’introduzione in Costituzione del principio del giusto
processo e prima ancora la riforma Vassalli del processo penale non bastavano?

La riforma Nordio non assicura il giusto processo e nulla fa per l’efficientamento della giustizia Indebolendo i contrappesi costituzionali, si svuota il controllo di legalità, rendendo più facile l’adozione di norme restrittive dei diritti dei cittadini. Per questo la riforma Nordio non va verso l’efficienza, come ha ammesso il governo, ma verso una democrazia più debole e meno libera.

Di quali altre riforme ha urgenza oggi il nostro sistema giudiziario?
Ha bisogno di risorse e di risorse umane e di riforma del patrocinio a spese dello Stato. La riforma Nordio è fatta per proteggere i politici di governo. La separazione delle carriere è solo uno specchietto per le allodole. Dopo l’eliminazione dell’abuso d’ufficio, dopo la neutralizzazione delle intercettazioni e la museruola alla corte dei Conti questo è il passaggio ulteriore.

LEGGI ANCHE: Franco Villa: “Con il Sì garantiamo l’indipendenza dei giudici e impediamo logiche correntizie”

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