Rete unica degli aeroporti sardi: accelerata della Giunta, rimangono i dubbi di Sinistra Futura

D’accordo il resto del Campo largo. Prevista fra una settimana la chiusura dell’accordo e l’ingresso della Regione in F2i con una quota di circa il 10 per cento

Il campo progressista in Sardegna accelera sul progetto di una rete aeroportuale unica per l’isola. Nel corso di un vertice di maggioranza durato oltre tre ore, la presidente della Regione Alessandra Todde ha illustrato agli alleati la strategia della giunta, già formalizzata in una delibera che dovrebbe arrivare la prossima settimana all’esame dell’esecutivo per l’approvazione definitiva.

Al centro del piano c’è il cosiddetto “term sheet”, l’accordo preliminare che sintetizza i punti chiave dell’operazione. Il documento definisce il percorso con cui la Regione punta a entrare nella futura holding controllata dal fondo F2i – Fondo Italiano per le Infrastrutture. L’obiettivo è garantire all’ente regionale un ruolo di supervisione e indirizzo nelle scelte strategiche sulla mobilità aerea dell’isola.

La partecipazione pubblica prevista si attesterebbe complessivamente al 9,25%, quindi poco sotto la soglia del 10%. L’operazione verrebbe sostenuta con 30 milioni di euro già stanziati in precedenza e che la giunta intende riprogrammare nella prossima variazione di bilancio attesa in primavera.

Nel confronto con gli alleati, Todde ha precisato che il via libera al processo di privatizzazione non rappresenterà un “assegno in bianco”. Il term sheet contiene infatti una serie di condizioni precise per l’ingresso della Regione nella nuova holding aeroportuale, che dopo il cosiddetto “closing” sullo scalo di Cagliari riunirebbe sotto un’unica regia le tre società di gestione: Geasar di Olbia, Sogeaal di Alghero – già insieme nella holding Nord Sardegna Aeroporti – e Sogaer di Cagliari.

Tra i paletti posti dalla Regione, secondo quanto trapela in attesa della pubblicazione ufficiale della delibera, ci sarebbe la sede legale della futura holding “Sardegna Aeroporti” a Cagliari. La scelta si inserirebbe inoltre nelle nuove linee guida sulle reti aeroportuali regionali contenute nel Piano nazionale degli aeroporti approvato recentemente dal governo. L’amministrazione regionale punta anche ad ottenere la presidenza del collegio dei revisori e a introdurre un vincolo esplicito che impedisca la chiusura degli scali.

Nonostante il sostanziale via libera dei partiti di maggioranza – Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Progressisti, Alleanza Verdi Sinistra, Uniti per Todde e Orizzonte Comune – il fronte non appare completamente compatto. Sinistra Futura ha espresso da tempo forti perplessità e ha chiesto di poter analizzare nel dettaglio i documenti tecnici. Il segretario Luca Pizzuto avrà tempo fino a domenica per comunicare la posizione definitiva del suo gruppo prima che la delibera approdi in giunta.

Durante il vertice si è discusso anche di tasse aeroportuali. Franco Cuccureddu (Orizzonte Comune) e Valdo Di Nolfo del gruppo Uniti per Todde – dove esistono sensibilità diverse sul tema – sono stati gli unici a proporre una riflessione su una possibile riduzione delle imposte, magari limitata ai mesi invernali, per valutare l’efficacia del sostegno pubblico alle compagnie aeree. La questione resta comunque aperta: altri alleati preferirebbero destinare quelle risorse a forme diverse di compensazione per i vettori low cost.

Sul fronte dei collegamenti aerei, la prossima settimana la presidente Todde dovrebbe presentare in conferenza stampa il nuovo regime di continuità territoriale, in partenza il 29 marzo. In quell’occasione si parlerà anche della prospettiva di gestione unitaria dei tre scali e del progetto di creazione della holding unica aeroportuale.


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