L’ordinanza ‘taglia-tutto’ e gli annunci: ecco le misure anti-Covid della Giunta

Dalla app per controllare gli spostamenti delle persone agli hotel da convertire in luoghi per la quarantena, in modo da poter ricostruire da un lato la catena dei contagi ed evitare dall’altro che le famiglie diventino focolai del virus. Sono i questi i capisaldi della strategia anti-coronavirus che il presidente della Regione, Christian Solinas, aveva annunciato nelle primissime videoconferenze coi giornalisti, quando lo scorso 23 marzo è stato inaugurato il ‘Punto stampa’. Erano le tre T: testare, tracciare, trattare. Le clip di quelle riunioni, che continuano con cadenza quotidiana, sono online sul sito della Regione. Si possono riascoltare. Provano che quell’operatività annunciata a gran voce è al momento solo a una promessa.

La decisione di fare il punto sulla strategia della Regione nasce da una preoccupazione. L’ultima ordinanza del governatore, quella di Pasquetta –  quella che è “una violazione del principio di legalità“, stando a quanto scritto da Gian Giacomo Pisotti, magistrato in pensione ed ex presidente del Tribunale di Cagliari – si fonda su un presupposto: “In Sardegna – ha detto lunedì notte il capo della Giunta – non ci sono ancora le condizioni per allentare le misure”. Tant’è: venendo meno a quanto previsto da una legge sovraordinata, come lo è il decreto del presidente del Consiglio dei ministri, Solinas ha vietato che nell’Isola aprissero librerie, cartolerie e negozi di abbigliamento per neonati e bambini.

Il governatore ha fatto pure di più. Ha spiegato che in Sardegna “il dato sardo sull’andamento dei contagi non è ancora né costante né certo”. Di qui appunto la mano dura applicata. Ma proprio per la gravità della situazione, ci si sarebbe aspettati da parte della Regione un’accelerata sulle misure di contenimento del virus. Invece la applicazione sul ‘modello Corea’ non si è vista. Eppure il 23 marzo Solinas aveva parlato del rilascio di una app, proprio in queste ore“, era stata la sottolineatura. Quella videoconferenza specifica è l’unica che manca dal sito della Regione. Ma c’è la clip del giorno successivo, in cui Solinas, rispondendo a una domanda dei giornalisti, torna sull’argomento e illustra di nuovo la strategia anti-Covid decisa a Palazzo (dal minuto 9,19 al 14,30, qui il link, https://www.facebook.com/regioneautonomasardegna/videos/203316914264833/).

Oltre alla app per controllare i movimenti delle persone, nulla si sa nemmeno sugli alberghi per la quarantena, una soluzione di contenimento del virus che ugualmente era stata illustrata nella videoconferenza del 23 marzo. Solinas aveva assicurato che la disponibilità delle strutture sarebbe stata garantita in tempi rapidi. In particolare: “Ci siamo resi conto che non tutti i positivi o le persone che devono stare in quarantena hanno la possibilità di farlo. Per questo mettiamo a disposizione, a breve, spazi adeguati. Dobbiamo assicurare l’effettivo isolamento a tutti: non possiamo mettere a rischio altre migliaia di familiari”.

Sempre in quel 23 marzo il governatore aveva promesso “lo screening a tappeto di tutta la popolazione“. Solo che in Sardegna i reagenti per fare i tamponi vengono utilizzati in stile formica, perché l’approvvigionamento è difficile. Non solo: nei test ha la precedenza il personale sanitario, impiegato negli ospedali e nelle Rsa, perché lì i contagi hanno raggiunto percentuali record (leggi qui). Ragion per cui non sembra affatto vicina – per le notizie che si hanno sinora – il controllo della positività al Covid-19 su ampia scala. Poi certo, tutto può cambiare, ma la fotografia del momento è ben diversa dagli annunci fatti sinora.

Scomparsa dai radar anche la proposta sui braccialetti che, sempre il 23 marzo, Solinas aveva presentato come uno dei tasselli della strategia. Di fatto una sorta di detective elettronico per stanare chi non rispetta l’isolamento domiciliare. Il governatore aveva precisato di “aver dato alla struttura” il compito di studiare la fattibilità degli acquisti.

Passato quasi un mese da quelle promesse e dalle continue dichiarazioni in cui Solinas e l’assessore alla Sanità, Mario Nieddu, dicono che sta andando tutto bene, lo stesso governatore, come si diceva, ha addirittura inasprito le restrizioni previste dal Governo nazionale. Infatti ha deciso di chiudere pure le spiagge, contestualmente alla mancata riapertura delli librerie. Di sicuro andrà tutto bene. Ma a giudicare dai provvedimenti della Giunta, tutto per ora sta andando malissimo. Sarebbe però necessario che i cittadini venissero informati. La Regione, del resto, è la sola istituzione che possiede i numeri dei contagi o ogni altra informazione sulla pandemia.

Alessandra Carta
(@alessacart on Twitter)

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