Dalla Norvegia per trivellare il mare tra Corsica e Sardegna, l’appello di Simeoni a Pigliaru: “Fermiamoli”

La società norvegese Tgs Nopec ha avviato l’istruttoria per l’esplorazione e l’individuazione di giacimenti di petrolio e di gas in mare aperto tra la Corsica e la Sardegna. Lo ha annunciato in una nota pubblicata oggi pomeriggio il presidente corso Gilles Simeoni. L’area in questione ha una superficie di 20.200 chilometri quadrati e va da Propriano, nella Corsica sud occidentale, fino al golfo di Oristano. “Dobbiamo scongiurare questa possibilità – ha scritto Simeoni – e lavorare per un divieto totale di tutti i nuovi permessi di ricerca o sfruttamento di idrocarburi nel Mediterraneo, che è un mare chiuso, e questo rafforza l’impatto di questi interventi con un inquinamento irreversibile”.

Simeoni ha coinvolto il presidente della Regione Francesco Pigliaru, affinché vi sia un interessamento “congiunto dei governi francese e italiano”, e solleciterà anche il principe Alberto di Monaco “per avvertirlo degli enormi danni che le esplorazioni off-shore potrebbero arrecare al santuario marino protetto Pelagos, istituito il 25 novembre 1999 grazie a un accordo tra Francia, Italia e Principato di Monaco e che si trova proprio in prossimità delle aree sulle quali ha messo gli occhi la società norvegese”.

L’obiettivo di Simeoni, anche in qualità di presidente della Commissione delle isole nella Conferenza delle Regioni periferiche marittime dell’Unione Europea, riguarda l’avvio di “azioni concertate con le autorità europee al fine di vietare la concessione di licenze di esplorazione in tutto il Mediterraneo”, considerando che un eventuale incidente sulle  piattaforme di trivellazione off-shore “potrebbe causare un disastro ecologico, economico e sociale”.

 

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